Quando siamo stanchi di solito ci sentiamo più ansiosi e irritabili, e gli scienziati potrebbero in parte aver capito perché: la mancanza di sonno renderebbe più difficile per il nostro cervello adattarsi a situazioni potenzialmente minacciose, mantenendoci in uno stato di ipervigilanza che, se diventa persistente, può assumere la forma dell’ansia. “Il corpo e il cervello interpretano la privazione del sonno come un motivo per attivare i meccanismi di emergenza al fine di sopravvivere”, dice a New Scientist la neuroscienziata e ricercatrice statunitense Eti Ben Simon. “È un approccio che abbiamo ereditato dall’evoluzione per affrontare le sfide nei momenti difficili”. Quando non si può evitare di dormire poco, per esempio se si lavora con turni di notte o si è neogenitori, programmare dei sonnellini può aiutare a limitare gli effetti della mancanza di sonno sulla capacità di adattarsi alle situazioni percepite come minacciose.
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Questo articolo è uscito sul numero 1682 di Internazionale, a pagina 100. Compra questo numero | Abbonati