Con K-drone il trio della Repubblica Ceca Šimanský Vaľko Podracký raccoglie idealmente l’eredità psichedelica degli Spacemen 3 trasformandola in un’esperienza acustica, minimale e allucinatoria. Nato da dall’improvvisazione libera, l’album riunisce il chitarrista Jakub Šimanský, Michal Vaľko alla ghironda e il compositore Jan Podracký, impegnato con flauti, armoniche e altri strumenti a fiato. I cinque brani ruotano attorno all’incontro tra i bordoni terrosi della ghironda e le melodie essenziali della lap steel guitar, mentre i fiati creano traiettorie imprevedibili. Il risultato è una musica ricca di effetti psicoacustici, capace di evocare stati dissociativi, visionari e talvolta inquietanti, ma sempre caratterizzata da una forte dimensione collettiva. Brani come Sine, Speedrone e Pro dj alternano voci, banjo, chitarre e flauti, mentre Alien radigue, omaggio alla pioniera Éliane Radigue, esprime il lato più giocoso del progetto. In Slush, invece, le strutture sembrano disgregarsi. Più che rifarsi al folk medievale, il trio usa la tradizione per creare un organismo sonoro fluido e minimale. K-drone altera la percezione del tempo fino a suggerire che sia la musica stessa a diventare una sostanza psichedelica.
Miloš Hroch, The Quietus
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Questo articolo è uscito sul numero 1682 di Internazionale, a pagina 82. Compra questo numero | Abbonati