Caldo Secondo il Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr), in Italia l’estate del 2026 è stata la più calda dal 1950, quando sono cominciati i rilevamenti, con una temperatura media di 24,3 gradi. Ad agosto la temperatura media ha raggiunto i 25,6 gradi, 5,2 in più rispetto al periodo compreso tra il 1951 e il 1980 e 3,5 in più rispetto a quello tra il 1991 e il 2020. Le anomalie più marcate sono state osservate nelle aree di pianura del nordovest e appenniniche, dove il caldo e la siccità hanno colpito duramente la produzione agricola. I dati del Cnr suggeriscono che il 2026 possa rivelarsi l’anno più caldo mai registrato in Italia.
Piante Le vette delle montagne europee ospitano sempre più specie vegetali, ma questo apparente aumento della biodiversità nasconde un’ondata di estinzioni locali che sta accelerando. È la conclusione di uno studio pubblicato su Science, che ha analizzato i cambiamenti nella composizione della flora sulle sommità di 62 montagne in 16 regioni europee tra il 2001 e il 2022, confermando che l’aumento delle temperature dovuto al cambiamento climatico sta rapidamente modificando l’area di distribuzione delle piante. Mentre le specie che vivono a quote più basse si spostano verso l’alto, colonizzando ambienti prima troppo freddi, quelle che si sono evolute in climi più rigidi non possono trovare altrove condizioni adatte e stanno declinando o scomparendo a un ritmo sempre più rapido. Il fenomeno è più evidente nelle zone montuose che si riscaldano più velocemente e ai margini inferiori degli areali delle specie.
Incendi Una serie di vasti incendi favoriti dalla siccità legata al Niño ha distrutto migliaia di ettari di foreste in diverse parti dell’Indonesia, in particolare sulle isole di Sumatra e del Borneo. Tra il 1 e il 7 settembre i roghi hanno comportato l’emissione di quasi venti milioni di tonnellate di anidride carbonica. In molte città la qualità dell’aria è scesa sotto i livelli di guardia, spingendo le autorità a sospendere le lezioni in più di 12mila scuole.
Vulcani L’eruzione del vulcano Anak Krakatau (nella foto), nello stretto della Sonda, ha prodotto colonne di cenere alte fino a 12mila metri, provocando la chiusura di otto aeroporti indonesiani.
Piogge Almeno cinque persone sono morte a causa delle forti piogge nello stato del Bihar, nel nordest dell’India, dove il livello del fiume Gange ha toccato un nuovo record assoluto.
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Questo articolo è uscito sul numero 1682 di Internazionale, a pagina 96. Compra questo numero | Abbonati