Questo malinconico dramma mascherato da commedia thriller può far pensare a un remake contemplativo del classico di McDonagh, In Bruges. Ancora una volta abbiamo due sicari male assortiti in terra straniera, i protagonisti hanno motivazioni segrete, la lealtà è al centro della vicenda e ancora una volta si ride. Ma questo film è costruito intorno al carisma inquietante di John Malkovich, a cui offre uno dei migliori ruoli della sua carriera. Malkovich interpreta Chris, un veterano della Cia, angelo della morte istituzionale per decenni. Nel 1973, malato e con problemi di memoria, è spedito insieme al suo collega Lee (Rockwell) sull’isola di Pasqua, principalmente perché stia lontano dal Cile sull’orlo del golpe. In ottima forma, McDonagh tenta un difficile gioco di equilibri: ci intrattiene con battute irriverenti e contemporaneamente affida la crescente coscienza del film al personaggio con la lista di peccati più lunga.
Bilge Ebiri, Vulture

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Questo articolo è uscito sul numero 1682 di Internazionale, a pagina 77. Compra questo numero | Abbonati