Victor Adewale, Bloomberg/Getty

Il 14 settembre l’imprenditore nigeriano Aliko Dangote (nella foto) ha cominciato a quotare alla borsa di Lagos una parte del capitale della Dangote Petroleum Refinery, la raffineria di petrolio che ha fondato nel 2024 e che oggi lavora fino a settecentomila barili di greggio al giorno. Il prezzo di collocamento, spiega Semafor, è di 525 naira per azione, pari a circa 0,4 dollari, il costo di una bibita in Nigeria: “È un prezzo che potrebbe permettere a milioni di nigeriani di comprare una decina di azioni e cimentarsi per la prima volta con la borsa”. L’operazione, che si concluderà il 13 ottobre, dovrebbe far incassare a Dangote 1,6 miliardi di dollari, facendo salire a più di 49 miliardi il valore complessivo dell’azienda, “molto più dei venti miliardi investiti per costruirla”. È “il più grande collocamento in borsa mai realizzato in Africa”. Subito dopo l’inizio delle operazioni, racconta Bloomberg, la domanda di azioni della Dangote Petroleum Refinery è stata altissima, tanto da mandare in tilt le app d’investimento usate da molti nigeriani. La Bamboo, per esempio, ha fatto sapere che tra il 7 e il 14 settembre ha registrato il 40 per cento in più di nuovi account rispetto a maggio, in precedenza il mese migliore dell’app. A ottobre dovrebbe aumentare nettamente anche il patrimonio personale di Aliko Dangote: dagli attuali 35,3 miliardi di dollari dovrebbe passare a 58,2 miliardi. In questo modo l’imprenditore nigeriano supererà miliardari come lo statunitense Ken Griffin, l’indiano Lakshmi Mittal e il cinese Jack Ma. ◆

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Questo articolo è uscito sul numero 1683 di Internazionale, a pagina 95. Compra questo numero | Abbonati