◆ Verso la fine dell’estate il movimento delle polveri in Africa occidentale tende a diminuire, ma possono comunque esserci tempeste di sabbia, come quella all’inizio di settembre 2026, quando una spessa nube ha ricoperto parti del Mali e dei paesi limitrofi.
Secondo Tianle Yuan, del Goddard space flight center della Nasa, questo tipo di tempesta è spesso un haboob, ossia una tempesta di polvere e sabbia molto potente, generata da forti venti convettivi.
Nei giorni successivi all’acquisizione dell’immagine qui sopra, una visione satellitare più ampia ha mostrato aerosol provenienti dalla regione che si spostavano verso ovest e si riversavano sull’oceano. Ma una traversata transatlantica completa è improbabile. Questi attraversamenti sono più comuni dalla tarda primavera all’estate, quando lo strato d’aria sahariano, una massa d’aria secca e polverosa, può viaggiare verso ovest ad alta quota nell’atmosfera per migliaia di chilometri.
L’attuale El Niño potrebbe cambiare le cose. Questo fenomeno climatico può influenzare la polvere sul Sahel e sul Mali spostando la zona di convergenza intertropicale (la fascia in cui convergono gli alisei degli emisferi nord e sud) alterando gli schemi di convezione. Quest’influenza però è bidirezionale: condizioni più secche possono lasciare più sedimenti sparsi, che i venti sollevano, ma una minore attività convettiva significa anche un minor numero di haboob.–Nasa
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Questo articolo è uscito sul numero 1683 di Internazionale, a pagina 99. Compra questo numero | Abbonati