Il festival di Sanremo ha deciso di adottare regole più rigorose sull’uso dell’intelligenza artificiale (ia), riservandosi il diritto di impiegare “qualsiasi tecnologia disponibile per verificare” l’eventuale presenza di contributi non generati da persone in carne e ossa nei brani in gara. Il festival ha ufficializzato la sua posizione nel regolamento appena pubblicato per l’edizione 2027, in programma dal 16 al 20 febbraio. Tali requisiti, introdotti su sollecitazione della Federazione industria musicale italiana (Fimi), non vietano del tutto ai concorrenti l’uso dell’intelligenza artificiale, però stabiliscono limiti stringenti. “Le canzoni dovranno essere espressione della creatività umana”, recita il regolamento, “Non potranno quindi essere utilizzati – nella loro ideazione, nella composizione di musica e testi e nella loro realizzazione – sistemi o strumenti d’intelligenza artificiale, qualora tale impiego comporti la sostituzione, l’alterazione o lo snaturamento del contributo creativo umano ”. Nonostante questo, presumibilmente gli artisti in gara adotteranno un approccio prudente, evitando strumenti di supporto e, soprattutto, modelli puramente generativi. Anche perché sia la Rai sia il direttore artistico di Sanremo, Stefano De Martino, hanno facoltà di verificare l’uso dell’ia a loro discrezione. Ed è giusto così: al di là della crescente diffusione dell’ia, una competizione tra artisti dovrebbe dare priorità al talento artistico autentico. Dylan Smith, Digital Music News
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Questo articolo è uscito sul numero 1684 di Internazionale, a pagina 82. Compra questo numero | Abbonati