Da quando trasportare il greggio fuori dallo stretto di Hormuz è diventato estremamente pericoloso e costoso (anche più di un milione di dollari al giorno), i proprietari delle grandi petroliere, che stanno registrando profitti enormi, sono disposti ad accordare compensi record ai marinai. Come scrive il Wall Street Journal, “chi è disposto a imbarcarsi per lavorare in una zona di guerra – per la maggior parte marinai provenienti dall’India, dalle Filippine e dalla Cina – riceve somme pari a due o tre volte il salario normale. Una compagnia che ha sede nella provincia cinese di Shandong è arrivata a offrire più di 25mila dollari per il viaggio di andata e ritorno, una cifra pari a un anno di lavoro”. ◆
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Questo articolo è uscito sul numero 1686 di Internazionale, a pagina 96. Compra questo numero | Abbonati