◆ Secondo le ultime proiezioni delle Nazioni Unite l’aumento delle temperature globali è destinato a superare le stime precedenti. Il rapporto Emission gap, pubblicato dal programma delle Nazioni Unite per l’ambiente (Unep) a poche settimane dall’apertura della 31esima conferenza sul clima (Cop31) ad Antalya, in Turchia, ha confermato che limitare il riscaldamento a meno di 1,5 gradi è ormai impossibile. Anche nel migliore dei casi, verso il 2050 le temperature medie globali supereranno i livelli preindustriali di un margine compreso tra 1,7 e 1,8 gradi. Ma si tratta di uno scenario molto ottimistico, che prevede un calo delle emissioni di gas serra del 18 per cento entro il 2030 e del 45 per cento entro il 2035. È il triplo di quello che sarebbe ottenuto con i piani attuali dei governi, che porterebbero a un riscaldamento di 2 gradi entro metà del secolo e di 2,8 entro il 2100. Quest’ultimo dato potrebbe ridursi a 2,6 gradi se tutti i paesi rispettassero i loro impegni per la riduzione delle emissioni. Le stime sono più alte rispetto all’edizione dell’anno scorso, in gran parte a causa del ritiro degli Stati Uniti dall’accordo di Parigi. Il documento sottolinea l’urgenza di riportare le temperature globali sotto la soglia degli 1,5 gradi prima possibile. Nello scenario più ottimistico c’è una probabilità di ottenere questo risultato prima del 2100, ma per riuscirci bisognerebbe applicare su larghissima scala le tecnologie per la rimozione dell’anidride carbonica dall’atmosfera che sono ancora in fase sperimentale.

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Questo articolo è uscito sul numero 1688 di Internazionale, a pagina 98. Compra questo numero | Abbonati