Con Le forze, il suo secondo romanzo, la poeta Laura Vazquez propone un libro potente, che rischia di dividere per la forma e la radicalità del discorso. Odissea iniziatica, allucinata e caotica, romanzo-poema destabilizzante, Le forze è un’immersione per tappe nelle profondità dell’animo umano. Attraverso alcuni incontri, esplora contraddizioni, paradossi, alienazioni, fughe in avanti e superficialità, invitandoci a una vasta critica del mondo contemporaneo. La narratrice, una giovane donna che racconta di essere sopravvissuta all’infanzia, si domanda come vivere in un mondo schiacciato dal conformismo, dal denaro, dalla tirannia degli schermi e dalle parole d’ordine del capitalismo, la “grande forza” che nutriamo ogni giorno. Crescendo, ha osservato la sottomissione all’opinione comune, l’adesione passiva agli slogan, la ripetizione dei pregiudizi e il chiacchiericcio vuoto. Il dolore si è accumulato dentro di lei, formando mucchi, piramidi o cristalli. Da tempo porta con sé un’unica, vertiginosa certezza: “Il mondo mente”. Ritrovare la verità sotto le parole, forse perfino farla esistere, è un percorso che dipende dalla poesia, esperienza di osservazione e di linguaggio. Ma “il potere del suono è più grande di quello del senso”.
Christian Desmeules, Le Devoir

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Questo articolo è uscito sul numero 1690 di Internazionale, a pagina 84. Compra questo numero | Abbonati