I fondamentalisti hanno ottenuto quello che sognavano. La loro cupa visione del mondo, estranea alla maggioranza della società polacca, è diventata legge: una sentenza della corte costituzionale ha reso illegale l’aborto in caso di malattie e malformazioni del feto. Provo a immaginare i loro festeggiamenti. Bisogna introdurre il divieto degli esami prenatali, dice qualcuno. Sì, assolutamente! E andranno proibiti i viaggi alle donne incinte. Un brindisi: benvenuti nella civiltà della vita. Dei bambini che nei paesi miscredenti non sarebbero mai nati moriranno tra mille sofferenze. Sia lodato il Signore! Qualcuno immagina di proibire il divorzio. Altri pensano di vietare l’aborto in caso di stupro.
Per un po’ vivremo nel Salvador, il paese con le leggi sull’aborto più restrittive. Ci saranno suicidi, infanticidi, raschiamenti illegali. E ci saranno delle vittime in carne e ossa. Ma la sentenza della corte sarà anche una condanna per il partito Diritto e giustizia (Pis), che l’ha fortemente voluta. Le sue conseguenze, infatti, riguarderanno proprio l’elettorato del Pis, donne che vivono lontano dalle grandi città, spesso povere, senza i contatti per poter andare ad abortire all’estero. Diritto e giustizia pagherà il prezzo politico della loro sofferenza e della loro paura.
Sì, perché la Polonia non è il Salvador, ma un paese dell’Europa centrale in cui è ancora possibile votare. Queste decisioni sempre più estreme costeranno caro alla chiesa polacca. In Polonia la vita familiare è costruita sulla religiosità. La secolarizzazione è lenta perché i polacchi non possono immaginare la loro vita senza battesimi, comunioni, matrimoni e funerali in chiesa. La scenografia religiosa delle feste è la principale fonte dell’autorità della chiesa. Ma le sofferenze che molte famiglie dovranno subire ridurranno l’attaccamento a queste tradizioni. I preti saranno associati alla crudeltà. Le chiese si svuoteranno, le donne si organizzeranno. Sarà dura, ma al massimo tra dieci anni l’aborto sarà legale. Doveva essere come nel Salvador. Sarà come in Irlanda. ◆ dp
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Questo articolo è uscito sul numero 1382 di Internazionale, a pagina 19. Compra questo numero | Abbonati