Due spettacoli dell’Elfo Puccini di Milano, in modi opposti, raccontano la stessa cosa: ciò che resta del legame tra genitori e figli quando il mondo intorno crolla. L’orologio americano _di Arthur Miller, testo complesso, sorta di testamento autocritico dell’autore, mette in scena la grande depressione attraverso la famiglia Baum, cioè la sua: un padre che chiede al figlio un quarto di dollaro per il tram, una madre che impegna i suoi gioielli e si aggrappa al pianoforte come all’ultima cosa che non si può vendere, un figlio che scopre che “esiste un sistema!”, proprio nel momento in cui il sistema invece smette di reggere. Elio De Capitani ha avuto l’intelligenza di prendere sul serio le indicazioni di Miller e farne un vaudeville, un teatro-circo in cui la catastrofe si canta e si balla; e gli attori della Compagnia dell’Accademia Silvio d’Amico, appena diplomati, ci mettono un’energia che da sola smentisce ogni discorso sul declino delle nuove generazioni. In _Madri di Diego Pleuteri, classe 1998, il disastro non è storico ma intimo, e la domanda è rovesciata: non cosa fanno i genitori per i figli, ma cosa i figli chiedono agli adulti di diventare. Alice Sinigaglia, 30 anni e già magnetica, lavora per interruzioni, sbalzi, e lascia che sia Valentina Picello, sempre straordinaria nel passare dal comico al patetico al feroce in una battuta, a tenere insieme la scena. ◆
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Questo articolo è uscito sul numero 1688 di Internazionale, a pagina 88. Compra questo numero | Abbonati