I libri italiani letti da un corrispondente straniero. Questa settimana la freelance norvegese Eva-Kristin Urestad Pedersen.
Non sapevo bene cosa aspettarmi quando ho cominciato a leggere Innocenza, l’ultimo romanzo di Andrea Esposito. La storia parla di Caterina, che da Roma torna nel paese della Calabria dov’è nata e dove trova il cadavere di un uomo, e si deve confrontare con un’intera comunità convinta che suo padre – che nel frattempo è scomparso – non solo sia coinvolto, ma addirittura colpevole. Che storia è? Un thriller, un giallo, un romanzo di famiglia? Poi, però, molto presto, ho abbandonato ogni tentativo d’incastrare il testo che tenevo tra le mani in qualche categoria e mi sono fatta trascinare dalla stessa Caterina: l’ho seguita in montagna, sui sentieri della sua infanzia, e non l’ho voluta lasciare nemmeno per un secondo, presa com’ero dalla sua convinzione dell’innocenza del padre e dalla sua assoluta determinazione a dimostrarla. Finito il viaggio, sono convinta che Innocenza non abbia bisogno di una categoria specifica. È semplicemente un bellissimo romanzo: una storia finemente costruita che prende il lettore per mano e lo porta attraverso le montagne della Sila e nel profondo dell’amore di una figlia per il padre, per poi riportarlo a dove tutto ha avuto inizio. ◆
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Questo articolo è uscito sul numero 1685 di Internazionale, a pagina 86. Compra questo numero | Abbonati