Crini di cavallo, un nerbo di bue, una vescica di pesce

E una matassa di filo di lino

Rischiara la luna in casa della vedova.

È là che tornavo,

Quando ho intrapreso il viaggio verso

La mia memoria. Da lì era partito

Mio nonno. L’ultimo di coloro

Che pagavano le decime ai lari.

Voleva avere un fuoco schietto nel camino

E nella lampada sego di cervo,

Per poter vegliare sul libro

Iniziato. Karel Zlín

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Questo articolo è uscito sul numero 1253 di Internazionale, a pagina 104. Compra questo numero | Abbonati