Sotto il fresco della vegetazione, il sentiero di granito s’inerpica all’assalto della collina. Il vento di mare mormora tra i rami dei pini e dei castagni. Ogni cento metri una piccola edicola votiva ospita la rappresentazione pittorica di una delle quattordici stazioni della Via crucis, relativizzando lo sforzo dell’escursionista. Dopo quaranta minuti apparire finalmente il santuario della Madonna del Monte. Un’austera chiesa del cinquecento nascosta nel verde che domina il paese di Marciana. Un luogo adatto al raccoglimento, alla meditazione: chiudendo gli occhi è facile andare indietro nel tempo.

È qui infatti che nell’estate del 1814, sulle cime dell’isola d’Elba, un escursionista particolare preparò il suo bivacco: qualche tenda, un letto da campo, una zanzariera e un telo verde come tettoia. Napoleone Bonaparte aveva una predilezione per questo rifugio nella foresta, dove soggiornò per due settimane: da questo balcone naturale contemplava la Corsica, la sua isola natale; lì poteva fuggire dal caldo soffocante della sua abitazione a Portoferraio, e trascorrere del tempo da solo con la sua amante polacca: Maria Walewska.

Secondo alcuni esperti, al riparo della Madonna del Monte l’imperatore destituito passò le più belle giornate del suo esilio mediterraneo. Questi dieci mesi, un battito d’ali rispetto ai tempi della storia, hanno fatto di quest’isola nel mar Tirreno, a dieci chilometri dalle coste toscane e a cinquanta dalla Corsica, un luogo della leggenda napoleonica. La sua presenza ha trasformato l’isola, che ha avuto una storia movimentata. Fino alla sua annessione alla Francia, nel 1802, l’Elba era divisa tra tre stati (il granducato di Toscana, il regno di Napoli e il principato di Piombino) e i suoi abitanti parlavano tre lingue. All’arrivo di Napoleone, nel maggio 1814, l’isola si schierò compatta con lui. Napoleone diede un’impronta al paesaggio, che attraversò in lungo e in largo a cavallo. Fu lui a tracciare le strade e i sentieri che percorriamo oggi. Fece piantare i vigneti, gli agrumeti e i gelsi. Disegnò la bandiera araldica con tre api d’oro che sventola ancora sugli edifici. E sempre Napoleone sfruttò le miniere di ferro, note fin dai tempi degli etruschi e dei romani, e sovvenzionò i lavori per prendere l’acqua della sorgente che porta il suo nome, tra i paesi di Marciana e di Poggio.

Marcello viene qui tutti i giorni per prendere l’acqua, che è nota sull’isola per le sue proprietà antinfiammatorie, e che ha la sua sorgente sul monte Capanne, 1.019 metri, la cima più alta dell’isola . Un’acqua che si può bere anche nei caffè di Portoferraio, imbottigliata con l’etichetta Fonte Napoleone.

Tenda e letto da campo

Proprio sotto la facciata rosa del caffè Roma, di fronte al vecchio porto, incontriamo il professore Giuseppe Massimo Battaglini, storico e direttore del centro studi napoleonici: “Gli elbani sono divisi sul personaggio di Napoleone, ma non c’è dubbio che abbia avuto una grande influenza sull’isola. Oggi l’Elba gli deve la sua notorietà, anche se probabilmente sono soprattutto le duecento spiagge dall’acqua trasparente ad attirare i turisti”.

Seguendo i 147 chilometri di coste si vedono minuscoli sentieri inoltrarsi nella vegetazione. La maggior parte delle spiagge dell’isola, segnalate da piccoli cartelli, si può raggiungere solo a piedi. Il bagno si può fare ovunque, anche nel centro di Portoferraio, che ospita un terzo dei 27mila abitanti dell’isola. “Affitto la villa di famiglia ai turisti”, sorride il professor Battaglini. “A chi mi chiede se c’è una piscina, rispondo che non conosce bene l’isola d’Elba”.

Baie, calette, spiagge, scogliere, rocce bianche e grigie: le coste sono incredibilmente frastagliate. Il mare è protetto dal Parco nazionale dell’arcipelago toscano, ospita delfini, cernie, pesci luna e mille altre specie. Le zone dell’interno sono collinari e ricche di vegetazione.

Informazioni pratiche

◆**Arrivare **Sul sito Direct ferries ci sono prezzi e orari dei traghetti da Piombino all’isola d’Elba. La traversata dura da trenta minuti a un’ora. I prezzi variano in base alla stagione (bit.ly/2OGMqCZ).

Dormire Il Park hotel Napoleone è ospitato in una dimora ottocentesca a San Martino di Portoferraio. Il prezzo di una camera doppia parte da 120 euro a notte (parkhotelnapoleone.it).

◆**Visitare **La biblioteca personale di Napoleone all’Elba (965 volumi) è ospitata nel Palazzo dei mulini. La villa è un museo. Per informazioni e prenotazioni: 0565 915846.

Il sito del comune di Portoferraio racconta la storia della biblioteca

(bit.ly/2E62ytN).

◆**Escursioni **Per arrivare al santuario della madonna del monte, il santuario più famoso dell’Elba, si percorre per circa un’ora un sentiero che parte da Marciana.

Leggere Luigi Mascilli Migliorini, _ 500 giorni. Napoleone dall’Elba a Sant’Elena_, Laterza 2016,

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A ogni curva del sentiero appare un paese con le case color ocra. All’improvviso dalla macchia mediterranea può spuntare una fortezza. Napoleone, come i romani, voleva proteggere il suo piccolo impero dalle invasioni. Le colline sono ventose. Lo scirocco, l’ostro, il maestrale, la tramontana, il ponente e il levante: l’isola è un incrocio di venti. “Gli isolani scelgono la spiaggia a seconda del vento”, dice il professore.

Battaglini ci fa visitare il centro storico di Portoferraio. Napoleone passò le sue due prime settimane negli edifici del comune. Da lì poteva vedere la casa dove Victor Hugo aveva vissuto i primi anni della sua vita, dal 1803 al 1806. Ma la scomodità del luogo spinse l’imperatore destituito a scegliere la palazzina dei Mulini, la bella casa borghese dove si trovava il quartier generale della direzione del genio. Nessun lusso ostentato, ma l’organizzazione delle stanze dopo la ristrutturazione voluta da Napoleone riproduceva in proporzioni ridotte i castelli di Saint-Cloud, Compiègne e Fontainebleau.

Napoleone dormiva su un letto da campo montato in camera e spesso anche in tenda nel giardino, in ricordo dei campi di battaglia. Il suo sguardo si perdeva sulla costa toscana, sui velieri e sui tetti della città. Nella sua biblioteca le opere che aveva fatto venire da Fontainebleau avevano una N dorata sul dorso. Molto presto comprò a caro prezzo un altro palazzo in una valle vicina, la villa San Martino.

“È qui che organizzava le cene o le ‘conversazioni’, come si diceva allora”, spiega il professor Battaglini. Nella sala da pranzo la decorazione del soffitto illustra l’amore tra Napoleone e Maria Luisa d’Austria, simboleggiato da due colombe che allontanandosi stringono un nodo.

Il culto di Napoleone sarebbe sopravvissuto anche dopo la sua partenza dall’isola, il 26 febbraio 1815. Nel 1851 il conte russo Anatolio Demidoff, che aveva sposato la nipote di Napoleone, fece costruire la galleria Demidoff, un edificio in stile neoclassico ornato da aquile e da N. Ogni anno qui viene organizzata nella chiesa della Reverenda misericordia, a Portoferraio, una messa in memoria dell’imperatore, davanti a un feretro vuoto.

Oggi ormai, segno dei tempi, l’imperatore sopravvive sotto forma di cartoline, tazze e magliette. Curiosamente si è diffuso una sorta di culto anche intorno a Paolina, sorella dell’imperatore, nota qui per i suoi presunti costumi disinibiti. È stato dato il suo nome a una bella spiaggia dove lei andava spesso. ◆_adr _

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Questo articolo è uscito sul numero 1277 di Internazionale, a pagina 82. Compra questo numero | Abbonati