Quando un’azienda che lavorava per la Meta è stata portata in tribunale in Kenya, la questione è stata sottoposta all’attenzione del presidente. Nel maggio 2022 Daniel Motaung, ex moderatore di contenuti di Facebook, aveva fatto causa alla Sama, l’azienda incaricata dalla Meta della moderazione dei contenuti, per le condizioni di lavoro dei dipendenti, costretti a visionare materiali scioccanti. Nel marzo 2023 altri 43 moderatori hanno avviato un’azione legale sostenendo che la Meta era responsabile delle loro condizioni di lavoro, dal momento che beneficiava della loro attività e ne controllava alcuni aspetti. L’azienda, però, ha cercato di tirarsi fuori, affermando che i tribunali keniani non avevano giurisdizione su una società straniera. Ma nel settembre 2024 una corte keniana le ha dato torto. Poi, nel dicembre 2024, è intervenuto il presidente William Ruto dichiarando che la Sama si era rivolta a lui per le sue vicende giudiziarie. “Abbiamo cambiato la legge”, ha detto davanti ai rappresentanti dell’azienda. “Nessuno potrà più portarvi in tribunale”.

Nell’agosto 2026 il parlamento keniano ha approvato delle modifiche al disegno di legge sulle attività economiche che impongono alle aziende come la Sama di rispondere alle rivendicazioni dei lavoratori, anche se è un’altra azienda a beneficiare del loro lavoro. Queste modifiche non avvantaggiano la Sama, ma di fatto sollevano da ogni responsabilità legale la Meta o qualsiasi altra azienda che esternalizzi le sue attività in Kenya. Secondo James Oyange, ex moderatore di contenuti, è chiaro da che parte sta il governo: “Ci hanno lasciati soli. Il governo dovrebbe proteggerci, ma sta con le big tech. Che possono fare ciò che vogliono”.

L’esempio della Sama è solo un tassello del rapporto più ampio tra il governo keniano e le grandi aziende tecnologiche. The Continent ha individuato dal 2023 almeno dodici incontri, accordi e collaborazioni che legano il governo di Nairobi ad aziende come la Microsoft, Google, Amazon, TikTok e la Starlink. I grandi gruppi tecnologici sono coinvolti nei servizi pubblici, nelle infrastrutture e nella definizione delle politiche, spesso attraverso accordi che non sono resi pubblici. Allo stesso tempo si elaborano leggi e politiche per favorirle. Nel 2020, per esempio, il ministero dell’agricoltura ha firmato un accordo con la Microsoft per la fornitura di tecnologie cloud a strumenti digitali che usano dati su meteo, parassiti, input agricoli e raccolti. La collaborazione si è ampliata nel 2022 con KuzaBot, una piattaforma della Microsoft per inviare consigli ai contadini con sms e WhatsApp. Ma KuzaBot inviava anche consigli per gli acquisti e permetteva a consulenti di aziende di sementi, fertilizzanti e pesticidi di diffondere messaggi pubblicitari.

Nella città all’avanguardia

Interrogativi analoghi riguardano Konza technopolis, il progetto di smart city a sud di Nairobi. Il 13 agosto l’autorità di sviluppo di Konza ha firmato un accordo con la Amazon web services (Aws) per promuovere l’adozione di tecnologie cloud nelle istituzioni pubbliche, fornire formazione in gestione dei dati e dell’intelligenza artificiale, ed esplorare la possibilità di realizzare nuove infrastrutture cloud. L’Aws si è detta orgogliosa di sostenere il Kenya, precisando che l’accordo “non riguarda l’uso dei suoi servizi cloud e non comporta impegni finanziari”.

Victor Kiamba, avvocato specializzato in diritti digitali, ha ricordato che la costituzione del Kenya impone che gli appalti pubblici siano “equi, imparziali, trasparenti, competitivi ed economicamente vantaggiosi”. Ma quando i contratti non sono accessibili e non possono essere esaminati, è difficile stabilire se i requisiti siano stati rispettati. Secondo Irene Makau, esperta di diritti digitali, gli accordi non possono essere esaminati separatamente dalle leggi e dalle politiche approvate al riguardo. “Sembrano norme scollegate tra loro”, ha spiegato, “ma in realtà servono a favorire queste aziende. Il Kenya dovrebbe essere la patria dell’innovazione, eppure ci formano solo per lavorare con e per questi monopoli”, conclude. ◆ gim

Questo articolo è stato realizzato con il sostegno del Pulitzer center ed è parte del progetto internazionale Big tech’s invisible hand.

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Questo articolo è uscito sul numero 1689 di Internazionale, a pagina 24. Compra questo numero | Abbonati