In uno dei primi episodi della nuova stagione di The crown, la futura principessa Diana balla piena di gioia con le sue coinquiline sulle note di Edge of seventeen di Stevie Nick. Ha 19 anni, si è appena fidanzata con il principe Carlo, è una sognatrice ed è innamorata. Prima dei titoli di coda però quello scintillio comincia a svanire. Mentre il velo nuziale cala sugli occhi di Diana e lo strascico chilometrico del suo abito la segue da dietro, si sente di nuovo Edge of seventeen, ma solo la parte cantata. Stavolta il tono è notevolmente – e profeticamente – diverso.
La decisione di far eseguire di nuovo la canzone a cappella “è stato un riflesso del senso dell’esistenza di Diana”, spiega Sarah Bridge, che si occupa della supervisiona musicale della serie.
“Ci avevano mandato i temi della colonna sonora per il montaggio e ascoltando la voce isolata siamo rimasti tutti ipnotizzati dalla ruvida bellezza e desolazione dell’esecuzione. Ci è sembrata adatta a questo momento”.
Scelte commerciali
Mentre la sontuosa serie tv prodotta da Netflix passa dalla fine degli anni settanta al decennio dell’era Thatcher, la musica pop è in primo piano e alimenta la storia, cogliendo l’essenza del periodo e comunicando i viaggi emotivi dei personaggi. La scelta di usare musica più commerciale in questa stagione non è casuale, ammette Bridge, che ha approfondito i veri gusti musicali di Diana. “Diana adorava la musica. Tutti sanno che i Duran Duran erano uno dei suoi gruppi preferiti. Con l’episodio tre (Come in una favola) Diana viene introdotta musicalmente con le canzoni di artisti di cui lei era fan”.
Incontriamo per la prima volta Diana Spencer (interpretata con straordinaria accuratezza da Emma Corrin) nel 1977, nei panni di una studente timida che per caso incrocia il suo futuro marito, vestita con un costume da albero, nella tenuta della sua famiglia.
Da lì in poi, la quarta stagione si focalizza su una principessa del popolo ancora adolescente che alla fine suscita l’interesse di un meditabondo Carlo, supera “l’esame di Balmoral” a pieni voti, entra a far parte della famiglia reale sposandone un componente, sprofonda in uno stato di forte depressione mentre in privato lotta con la bulimia e affronta la relazione mai davvero interrotta di suo marito con Camilla Parker Bowles. In tutti questi momenti la musica è una costante.
Bridge cita un altro brano dell’episodio tre: Song for Guy di Elton John, che si sente in sottofondo mentre una Diana ancora non sposata comincia a capire che il suo imminente matrimonio potrebbe non essere ciò che si aspettava.
“Diana si sente completamente sola e disperata, si sta perdendo nel ballo e nella musica, è un momento agrodolce di tristezza ed emancipazione”.
I momenti musicali più belli non sono però dedicati solo a Diana. Il principio ereditario,l’episodio che ruota intorno alla principessa Margaret (interpretata da Helena Bonham Carter), si apre con la sorella della regina che mette su Let’s dance di David Bowie e fa quattro salti con il suo amico prete Derek Jennings (interpretato da Tom Burke). “La canzone era su una playlist che avevo fatto per Jessica Hobbs, la regista dell’episodio”, racconta Bridge. “È un’istantanea di un lato di Margaret che raramente vediamo nella quarta stagione, straordinariamente viva e felice. Ha preso vita ed è sbocciata quando Helena Bonham Carter e Tom Burke hanno cominciato a giocare con l’interpretazione e l’energia della canzone”.
L’era Thatcher
Nel frattempo, mentre la nuova prima ministra Margaret Thatcher (interpretata con assoluta precisione da Gillian Anderson) sale al potere e mette in campo una serie di politiche economiche impopolari, la reazione dell’opinione pubblica è rappresentata anche dalle canzoni (come Whine and grine/Stand down Margaret dei Beat).
“Queste politiche sono state oggetto di una vera rivolta musicale per tutti gli anni ottanta”, racconta Bridge. “Un fiume di canzoni con contenuti politici e in generale di protesta hanno fatto diventare Margaret Thatcher uno dei personaggi politici più presi di mira dalla musica pop britannica”.
Questo emerge con chiarezza nell’episodio cinque, Fagan, in cui si seguono le vicissitudini dell’imbianchino disoccupato Michael Fagan, che continua a sbattere contro muri burocratici in attesa del sussidio di disoccupazione. Mentre cerca senza successo di trovare un lavoro e non perdere i figli in un brutto divorzio, Fagan irrompe a Buckingham palace e racconta alla regina Elisabetta quanto stia soffrendo la classe lavoratrice britannica. “Fagan mostra come viveva la classe lavoratrice nel Regno Unito all’epoca di Margaret Thatcher”, afferma Bridge. “È un padre di quattro figli disoccupato che nei primi anni ottanta, all’inizio dell’esperimento economico messo in piedi da Thatcher, fatica a sopravvivere”.
Per l’episodio Bridge ha usato una musica che “invita il pubblico a entrare nel mondo di Fagan e riflette quel paesaggio tonale”, con canzoni di band come Joy Division, The Cure e The Specials. “Era importantissimo dare autenticità a quel periodo attraverso la musica, giustapponendo la desolazione di quel mondo, un Regno Unito stanco e disincantato, alla ricchezza della famiglia reale”.
La prossima stagione della serie accompagnerà la corona negli anni novanta, un decennio che ha portato divorzi, morte e altro disincanto. La playlist di Sarah Bridge starà già traboccando. ◆ gim
◆ La quarta stagione di The crown va dal maggio del 1979, quando Margaret Thatcher è la prima donna a diventare premier del Regno Unito, fino al Natale del 1990, poco dopo che la lady di ferro ha lasciato l’incarico. Anche a causa della vicinanza dei fatti raccontati, si discute molto dell’accuratezza storica della serie. Il suo creatore Peter Morgan ha detto: “Facciamo del nostro meglio, ma a volte bisogna confondere un po’ le acque. A volte si deve rinunciare alla precisione, ma senza mai rinunciare alla verità”. “Il rispetto della verità è quello che mi ha interessato di più in tutte le stagioni”, scrive sul Times Hugo Vickers, autore di varie biografie della famiglia reale. “Del resto parliamo di personaggi reali inseriti in situazioni inventate”. Sono tante le situazioni finite sotto la lente d’ingrandimento di critici e appassionati. In molti si sono chiesti se davvero lady Diana pattinava in giro per Buckingham palace. “Lasciata completamente sola Diana (Emma Collin) pattina lungo i corridoi del palazzo reale, ascoltando musica con il suo walkman”, scrive Suzi Feay sul Financial Times. “Che sia vero o no, la scena ha la nota drammatica giusta”. ◆
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Questo articolo è uscito sul numero 1387 di Internazionale, a pagina 91. Compra questo numero | Abbonati