*Sono un gay di 23 anni che ha fatto coming out un anno fa. La vita mi ha regalato cose belle e cose brutte. Per esempio un biglietto vincente alla lotteria dell’intelligenza, un’istruzione universitaria completa, e adesso un lavoro con uno stipendio a sei cifre.
*Ma ahimè mi sono reso conto di occupare nella vita una posizione diversa da quella di buona parte degli altri ragazzi gay. Quando conosco qualcuno, spesso rimango deluso perché scopro che sta attraversando una fase di transizione (tra una città e l’altra o tra indirizzi di studio diversi) o perché percepisco una differenza di istruzione e status socioeconomico, oppure perché non è intelligente come me, e nella maggior parte dei casi per una combinazione di tutte queste cose.
*Sono pensieri che smorzano il mio interesse i nuovi incontri e mi fanno credere che “non può funzionare”. Faccio bene a non accontentarmi e a continuare a cercare oppure dovrei concedere un secondo appuntamento anche quando l’intesa sembra scarsa?
–Lots of First Dates
Sarei tentato di dirti di non andarci, a quel secondo appuntamento, se ti sembra che una persona sia inferiore a te sul piano intellettuale, socioeconomico o su quello della posizione o dell’istruzione, e non per risparmiarti l’orrore della sua compagnia, LOFD, ma per risparmiare a lui l’orrore della tua.
Stammi bene a sentire, Gloria Upson, se frequentare gay della tua età significa esporti a gente che magari si trova in un momento di transizione – cosa perfettamente normale per chi ha poco più di vent’anni – allora frequenta dei trentenni o dei quarantenni. Non che frequentare uomini più grandi sia una ricetta sicura per il successo romantico: il tuo snobismo, il tuo classismo, la tua supponenza sono talmente rivoltanti che la maggior parte degli uomini più grandi avrà cancellato il tuo numero prima ancora che tu possa proporglielo, un secondo appuntamento.
Qualche settimana fa Andrew Sullivan ha scritto su The Dish un bellissimo post sulla democraticità della scopata, in cui ricordava una notte intera passata a ballare in una discoteca gay piena di ragazzi afroamericani, all’epoca in cui lui era “un grazioso studentello inglese”. E quando si è trasferito a Washington, con i ragazzi neri Andrew non si è limitato a ballare.
“Non c’è niente come frequentare o scoparsi una persona di un altro ambiente, un’altra razza o un’altra estrazione sociale, per imparare a riconoscere l’umanità che c’è in tutti noi”, ha scritto Andrew. “Come fai ad avere paura dei ragazzi neri, dopo che ci hai ballato per una notte intera? In questo senso, ho sempre pensato che sul piano morale essere gay sia una vera benedizione. Avrei potuto essere una persona molto peggiore, se fossi stato etero”.
Tu sei giovane, LOFD, e io ci sto andando pesante. Non lo faccio per calpestarti la pallina da ping-pong, ma se non la pianti di essere così classista e snob, finirai per diventare una persona molto peggiore di quella che potresti essere. Quindi datti una cazzo di svegliata, ok?
E ricordati: noi gay siamo una minoranza molto, molto piccola. Se ti metti a scartare come potenziali partner, amici e scopamici tutti i maschi gay che non possono vantare il ceto, il grado di istruzione, la posizione sociale (bleah) o il livello di reddito (vomito) che hai tu, LOFD, di persone con cui avere relazioni, uscire in amicizia o scopare non te ne rimarranno molte.
Questo non significa che per forza di cose rimarrai solo. Rifiutarti di frequentare qualsiasi maschio gay che non appartenga allo stesso club di Bunny Bixler (e che non guadagni almeno 100mila dollari all’anno) renderà la tua ricerca dell’amore più complicata, ma non sei l’unico gay snob che c’è al mondo. Potresti trovare un fidanzato esattamente uguale a te: stesso ceto, stesso livello d’istruzione, stessa fascia di reddito, stesso snobismo e stesso atteggiamento del cazzo. Ma uno così, LOFD, io non lo augurerei a nessuno. Nemmeno a te.
(Traduzione di Matteo Colombo)
Internazionale pubblica ogni settimana una pagina di lettere. Ci piacerebbe sapere cosa pensi di questo articolo. Scrivici a: posta@internazionale.it