L’11 marzo l’avvocato di estrema destra José Antonio Kast si è insediato alla presidenza del Cile impegnandosi a dirigere un “governo di emergenza” e annunciando misure per scoraggiare l’ingresso dei migranti nel paese.

Kast, 60 anni, il capo dello stato cileno più a destra dai tempi della dittatura militare di Augusto Pinochet (1973-1990, ha pronunciato un discorso d’insediamento incentrato sulla lotta alla criminalità e all’immigrazione irregolare.

Una delle sue prime decisioni è stata di ordinare la costruzione di “barriere fisiche” al confine con la Bolivia per ostacolare i migranti.

Nel suo primo discorso alla nazione, pronunciato da uno dei balconi del palazzo presidenziale della Moneda, a Santiago, Kast ha assicurato che il “governo di emergenza” promesso in campagna elettorale non sarà solo uno slogan.

“Per affrontare le urgenze in materia di sicurezza, sanità, istruzione e occupazione il Cile ha bisogno di un governo di emergenza”, ha dichiarato davanti a migliaia di sostenitori.

Poco prima Kast si era insediato come presidente nel corso di una cerimonia davanti al parlamento riunito in seduta comune a Valparaíso, 110 chilometri a ovest di Santiago.

Vincitore con ampio margine del secondo turno delle elezioni presidenziali di dicembre contro la comunista moderata Jeannette Jara, Kast ha preso il posto del presidente di sinistra Gabriel Boric.

La sera dell’11 marzo il nuovo capo dello stato ha firmato i primi sei decreti, tre dei quali dedicati al contenimento dell’immigrazione irregolare.

“Le affido il compito di aiutarci a costruire barriere fisiche per combattere l’immigrazione irregolare al confine con la Bolivia”, ha ordinato al capo dell’esercito Pedro Varela.

Secondo i dati ufficiali, in Cile ci sono attualmente 337mila migranti irregolari.

Kast ha anche annunciato verifiche in tutti i ministeri sulle attività svolte dalla precedente amministrazione. “Ereditiamo un paese in condizioni peggiori di quanto potessimo immaginare”, ha affermato nel suo discorso.

Tra i ventiquattro ministri del governo Kast ci sono due ex avvocati di Pinochet, alla difesa e alla giustizia, mentre un’attivista antiabortista guiderà il ministero delle donne. Queste nomine hanno suscitato forte indignazione nell’opposizione.

Alla cerimonia d’insediamento hanno partecipato vari presidenti sudamericani, tra cui l’argentino Javier Milei, il boliviano Rodrigo Paz e l’ecuadoriano Daniel Noboa, oltre al sottosegretario di stato statunitense Christopher Landau e all’oppositrice venezuelana María Corina Machado, premio Nobel per la pace.

Con l’insediamento di Kast il presidente statunitense Donald Trump può contare su un nuovo alleato nel continente delle Americhe.