L’amministrazione Trump sta esercitando forti pressioni su Cuba per ottenere le dimissioni del presidente cubano Miguel Díaz-Canel, nell’ambito dei negoziati in corso tra i due paesi, secondo quanto riferito il 16 marzo dal New York Times, che cita quattro funzionari a conoscenza dei contenuti dei colloqui.
“Secondo queste fonti, la delegazione statunitense ha fatto sapere ai negoziatori cubani che il presidente deve andarsene, ma spetterà poi all’Avana decidere il seguito degli eventi”, ha affermato il quotidiano newyorchese.
Dopo la destituzione di Díaz-Canel, 65 anni, in carica dal 2018, il governo comunista che dirige Cuba da più di sessant’anni potrebbe quindi restare al suo posto.
Gli Stati Uniti ritengono però che la destituzione del presidente cubano permetterebbe di avviare profondi cambiamenti economici sull’isola.
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Il 13 marzo Díaz-Canel aveva confermato i negoziati con gli Stati Uniti, che da settimane stanno applicando una politica di massima pressione sull’isola. Il giorno prima L’Avana aveva annunciato la prossima scarcerazione di 51 detenuti grazie a una mediazione del Vaticano.
Il presidente statunitense Donald Trump, che da settimane sta moltiplicando le prese di posizione contro Cuba, aveva rivelato già a gennaio che erano in corso dei colloqui con funzionari cubani.
La sera del 15 marzo Trump si era detto ottimista sul raggiungimento di un accordo in tempi rapidi. “Anche Cuba lo vuole, quindi penso che l’annunceremo a breve. Altrimenti faremo ciò che è necessario”, aveva dichiarato.
Il 16 marzo è tornato alla carica. “Penso che avrò l’onore di prendere Cuba”, ha affermato, senza approfondire la questione.
Poco dopo il presidente ha ribadito, durante un incontro con la stampa nello studio ovale della Casa Bianca, la sua volontà di “liberare” Cuba.
Da gennaio gli Stati Uniti stanno imponendo a Cuba un blocco energetico, invocando la presunta “minaccia eccezionale” che l’isola rappresenterebbe per la sicurezza nazionale del paese.
L’isola, che ha 9,6 milioni di abitanti, sottoposta da decenni a un embargo statunitense e in crisi economica, affronta da settimane gravi carenze di carburante e prolungate interruzioni di elettricità.
La mattina del 17 marzo Cuba stava ripristinando gradualmente l’elettricità dopo un nuovo gigantesco blackout che si era prodotto il giorno prima.