La sera del 16 marzo più di quattrocento persone sono morte in un bombardamento condotto dal Pakistan contro un ospedale per tossicodipendenti a Kabul, hanno annunciato il 17 marzo le autorità afgane. Si tratta dell’attacco più sanguinoso del conflitto a intermittenza che oppone i due paesi dall’ottobre scorso.
“Il bilancio non è definitivo perché le operazioni di ricerca sono ancora in corso, ma finora abbiamo registrato circa quattrocento morti e più di duecento feriti”, ha dichiarato durante una conferenza stampa Sharafat Zaman, portavoce del ministero della salute del regime dei taliban.
Abdul Mateen Qani, portavoce del ministero dell’interno, ha fornito durante la stessa conferenza stampa un bilancio di 408 morti e 265 feriti.
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Al momento l’Afp non è in grado di verificare queste cifre, ma dei giornalisti hanno riferito di aver visto almeno 95 corpi estratti dalle macerie.
Secondo fonti mediche consultate dall’Afp, l’ospedale ospitava più di duemila tossicodipendenti.
“Il bombardamento del centro di riabilitazione è una chiara violazione delle convenzioni di Ginevra e del diritto internazionale”, ha denunciato Zaman.
Il Pakistan ha invece affermato di aver colpito “obiettivi militari e terroristici” nella capitale afgana.
L’India, che ha relazioni molto tese con il Pakistan, ha denunciato sul social network X “un attacco barbaro”.
La Cina ha invitato l’Afghanistan e il Pakistan alla moderazione e si è detta disponibile a partecipare a una mediazione.
Le relazioni tra il Pakistan, una potenza nucleare, e l’Afghanistan, guidato dai taliban dal 2021, si sono fortemente deteriorate negli ultimi mesi: Islamabad accusa Kabul di ospitare gruppi responsabili di attacchi in territorio pachistano, in particolare i terroristi del gruppo Tehrik-i-taliban Pakistan (Ttp, i taliban pachistani), cosa che il governo afgano nega.
Dopo gli attacchi reciproci dell’ottobre scorso, che avevano causato più di 70 morti, i combattimenti si erano placati, senza mai cessare del tutto.
Il conflitto era tornato a inasprirsi il 26 febbraio, quando l’Afghanistan aveva lanciato un’offensiva al confine tra i due paesi in risposta ad alcuni raid aerei del Pakistan, e Islamabad aveva reagito dichiarando “guerra aperta” al regime dei taliban.