Il 17 marzo il Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia (Unicef) ha affermato che dall’inizio del mese circa centomila persone hanno lasciato il Sud Sudan per rifugiarsi in Etiopia, dopo che l’esercito sudsudanese aveva ordinato alla popolazione di trasferirsi da una zona controllata dall’opposizione.

Nelle scorse settimane si sono intensificati i combattimenti tra le forze governative e quelle dell’opposizione, soprattutto nello stato centrorientale di Jonglei.

Gli sfollati sono molto vulnerabili: un quarto dei bambini sotto i cinque anni soffre di malnutrizione, ha riferito l’Unicef.

Il 6 marzo l’esercito sudsudanese aveva intimato agli abitanti di Akobo, una città dello stato di Jonglei controllata dalle forze dell’opposizione, di trasferirsi nelle aree del paese sotto il suo controllo.

Aveva inoltre ordinato alla Missione delle Nazioni Unite in Sud Sudan (Unmiss) e alle ong presenti ad Akobo di “andarsene immediatamente in previsione di un’offensiva militare”. L’Unmiss aveva però respinto l’ordine.

Qualche giorno dopo l’esercito aveva affermato di aver assunto il controllo di Akobo, ma secondo fonti della sicurezza sono ancora in corso combattimenti nei dintorni.

Le difficoltà legate al conflitto e a una rete telefonica molto carente non hanno permesso all’Afp di verificare queste informazioni.

Secondo l’Unicef, da gennaio nello stato di Jonglei sono state distrutte ventotto strutture sanitarie, mentre la sanità pubblica sudsudanese è devastata da anni di corruzione, con circa l’80 per cento dell’assistenza fornita da donatori stranieri.

“Tutti i pazienti dell’ospedale di Akobo se ne sono andati. La struttura è stata saccheggiata ed è attualmente chiusa”, ha affermato l’Unicef.

Lo stato di Jonglei è al centro dei combattimenti che da dicembre oppongono le forze governative, fedeli al presidente Salva Kiir, a quelle dell’opposizione, fedeli al vicepresidente Riek Machar, dopo che un accordo di condivisione del potere era andato in frantumi un anno fa.

Machar è agli arresti domiciliari da quasi un anno, accusato di crimini contro l’umanità.

Il Sud Sudan, indipendente dal 2011, aveva vissuto una sanguinosa guerra civile tra il 2013 e il 2018, con più di 400mila morti.