Il 24 marzo la prima imbarcazione di un convoglio umanitario per Cuba – con a bordo forniture mediche, generi alimentari e pannelli solari – è arrivata all’Avana, in un momento in cui nel paese è in corso una grave crisi energetica aggravata dal blocco petrolifero imposto dagli Stati Uniti.

Fa parte di un convoglio chiamato Nuestra América flotilla e organizzato da una coalizione internazionale di movimenti, organizzazioni umanitarie, sindacalisti, politici e altre personalità.

Il peschereccio Maguro è entrato nel porto dell’Avana con tre giorni di ritardo, dopo aver dovuto affrontare forti venti e correnti, e problemi al motore.

Nei prossimi giorni è previsto l’arrivo di altre due navi.

Al momento di entrare in porto gli attivisti hanno raggiunto il punto più alto dell’imbarcazione, ribattezzata simbolicamente Granma 2.0 in omaggio alla barca usata nel 1956 dal gruppo di guerriglieri guidato da Fidel Castro per sbarcare a Cuba e dare il via alla rivoluzione.

Hanno sventolato uno striscione con la scritta “Let Cuba live”, mentre altri, che li attendevano sul molo, scandivano “Cuba sì, blocco no!”.

La settimana scorsa i primi membri della Nuestra América flotilla erano arrivati all’Avana in aereo con alcune tonnellate di forniture mediche e beni di prima necessità.

L’obiettivo del convoglio è fornire a Cuba cinquanta tonnellate di aiuti per alleviare le sofferenze della popolazione, aggravate dal blocco petrolifero imposto dal presidente statunitense Donald Trump a gennaio, dopo la cattura del presidente venezuelano Nicolás Maduro, alleato dell’Avana.

Washington aveva inoltre minacciato sanzioni contro i paesi che avessero venduto carburante all’isola.

“Penso che avrò l’onore di prendere Cuba”, aveva poi dichiarato Trump il 16 marzo, senza approfondire la questione.

Dall’inizio del 2024 Cuba ha subìto sette interruzioni di elettricità a livello nazionale, due delle quali la scorsa settimana.

Uno degli organizzatori della Nuestra América flotilla, lo statunitense David Adler, ha dichiarato all’Afp che gli aiuti andranno direttamente a beneficio della popolazione cubana e “mostrano al mondo i costi umani dell’assedio di Trump contro Cuba”.

Il peschereccio Maguro era partito il 20 marzo dalla penisola dello Yucatán, in Messico, con 32 persone a bordo, tra cui attivisti provenienti da Australia, Brasile, Ecuador, Italia, Messico e Stati Uniti, oltre a giornalisti dell’Afp.

Durante la traversata l’attivista brasiliano Thiago Ávila aveva espresso la speranza che la comunità internazionale potesse intervenire per aiutare Cuba. “Non possiamo permettere che il mondo e il diritto internazionale vengano calpestati da Donald Trump”, aveva dichiarato.