Il 24 marzo il nuovo governo di estrema destra guidato da José Antonio Kast ha revocato il sostegno del Cile alla candidatura dell’ex presidente socialista Michelle Bachelet alla carica di segretario generale delle Nazioni Unite.

La candidatura dell’ex presidente (2006-2010 e 2014-2018) era stata presentata dal governo di sinistra guidato da Gabriel Boric (2022-2026), insieme a quelli del Messico e del Brasile.

Anche senza il sostegno del nuovo governo cileno, Bachelet potrà mantenere la sua candidatura grazie all’appoggio di Città del Messico e Brasília.

“Il governo cileno ha deciso di ritirare il sostegno alla candidatura dell’ex presidente Michelle Bachelet alla carica di segretario generale delle Nazioni Unite”, ha affermato il ministero degli esteri in un comunicato.

“La dispersione delle candidature tra i paesi dell’America Latina e le divergenze con alcuni attori chiave rendono questa candidatura impraticabile e ne compromettono le possibilità di successo”, ha aggiunto.

Kast ha dichiarato alla stampa che sostenere la candidatura di Bachelet avrebbe avuto “un costo significativo” per il Cile, senza fornire chiarimenti.

Tuttavia, il governo ha sottolineato che non sosterrà altri candidati se Bachelet deciderà di andare avanti.

“Continuerò a lavorare a stretto contatto con i governi di Brasile e Messico, che hanno proposto il mio nome”, ha subito fatto sapere l’ex presidente.

Bachelet, 74 anni, è stata la prima e finora unica donna a diventare presidente del Cile.

È stata anche direttrice esecutiva dell’Ente delle Nazioni Unite per l’uguaglianza di genere e l’empowerment femminile (Un women, 2010-2013) e alta commissaria delle Nazioni Unite per i diritti umani (2018-2022).

Il mandato dell’attuale segretario generale delle Nazioni Unite, il portoghese António Guterres, scade il 31 dicembre.

In ottant’anni di storia nessuna donna ha ricoperto la massima carica delle Nazioni Unite e solo un rappresentante dell’America Latina, il peruviano Javier Pérez de Cuéllar (1982-1991), è stato segretario generale.

Gli altri candidati

In base a una regola non scritta e non sempre rispettata, la carica di segretario generale è assegnata a turno alle principali regioni del mondo.

In teoria, questa volta dovrebbe toccare all’America Latina.

Gli altri candidati sono la diplomatica argentina Virginia Gamba, l’ex vicepresidente costaricana Rebeca Grynspan, il direttore dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) Rafael Grossi, anche lui argentino, e l’ex presidente senegalese Macky Sall.