Il senato degli Stati Uniti potrebbe esprimersi già il 15 aprile su una nuova risoluzione presentata dai democratici per limitare i poteri del presidente Donald Trump nella guerra in Iran. I leader del partito si sono impegnati a continuare a presentare risoluzioni di questo tipo finché il conflitto andrà avanti.
“A quarantacinque giorni dall’inizio della guerra, il congresso continua a essere scavalcato mentre i nostri colleghi repubblicani restano fermi sulle loro posizioni per paura di Trump”, ha dichiarato il 14 aprile Chuck Schumer, leader della minoranza democratica al senato.
Trump ha fatto sapere che i negoziati per mettere fine alla guerra potrebbero riprendere entro quarantott’ore in Pakistan, dopo che il fallimento dei colloqui dello scorso fine settimana aveva spinto Washington a imporre un blocco sui porti iraniani, sollevando dubbi sulla tenuta della fragile tregua di due settimane in corso.
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Negli ultimi mesi i democratici hanno cercato più volte, senza successo, di ottenere l’approvazione di risoluzioni che impedissero a Trump di portare avanti operazioni militari senza l’autorizzazione del congresso, sia in Venezuela sia in Iran.
I democratici legano i loro sforzi per frenare l’offensiva dell’amministrazione Trump in Iran a considerazioni economiche, citando le interruzioni nell’approvvigionamento di petrolio e gas che hanno causato un aumento dei prezzi della benzina e di alcuni prodotti agricoli, tra cui i fertilizzanti, negli Stati Uniti.
Poche questioni scuotono gli elettori statunitensi più dell’aumento dei prezzi, e la recente spinta inflazionistica preoccupa non poco i repubblicani, a meno di sette mesi dalle elezioni di metà mandato.
Schumer ha riferito che i democratici hanno messo a punto una decina di risoluzioni per limitare i poteri di guerra di Trump, che saranno messe ai voti in rapida successione finché andrà avanti il conflitto in Iran.
I repubblicani, che hanno una maggioranza risicata sia al senato sia alla camera dei rappresentanti, hanno respinto le risoluzioni presentate finora, e al momento non sembrano voler cambiare posizione.
Gli eletti repubblicani sostengono l’offensiva in Iran, che secondo loro finirà presto. “L’offensiva sta avendo un successo straordinario”, ha dichiarato in conferenza stampa John Thune, leader della maggioranza repubblicana al senato.
La costituzione attribuisce al congresso, e non al presidente, il potere di dichiarare guerra, tranne in caso di operazioni di breve durata o in risposta a una minaccia immediata.