Il giornalista e scrittore messicano Javier Valdez Cárdenas, nel marzo del 2013.

Il mondo all’una

Il giornalista e scrittore messicano Javier Valdez Cárdenas, nel marzo del 2013.
16 maggio 2017 13:00
  • Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha rivelato informazioni segrete al ministro degli esteri russo, Sergej Lavrov, e all’ambasciatore russo negli Stati Uniti nel corso del colloquio avuto la scorsa settimana alla Casa Bianca. Lo scrive il Washington Post citando funzionari del governo di Washington, sottolineando che le rivelazioni di Trump metterebbero a repentaglio una fonte di intelligence fondamentale per la lotta contro il gruppo Stato islamico. Inoltre le informazioni condivise con la Russia sarebbero talmente riservate che alcuni dettagli non sono noti neanche all’interno dell’amministrazione. Tuttavia, sottolinea il Washington Post, Trump non ha commesso reati, visto che il presidente è libero di classificare o declassificare le informazioni dei servizi.
  • Il presidente francese Emmanuel Macron sarà a colloquio questa mattina all’Eliseo con il nuovo primo ministro Édouard Philippe per mettere a punto la formazione del nuovo governo. Macron ha nominato ieri il sindaco di Le Havre, Édouard Philippe, del partito Les Républicains, di destra. La composizione del governo sarà annunciata nel pomeriggio. L’obiettivo di Macron è formare un esecutivo in grado di incarnare “il rinnovamento politico” ma anche digarantireesperienza. Macron vorrebbe inoltre un governo composto da un numero pari di uomini e donne.
  • Il 15 maggio è stato ucciso in Messico il giornalista e scrittore Javier Valdez Cárdenas. Fondatore del portale di notizie Ríodoce, Valdez, 50 anni, è stato ucciso da colpi di arma da fuoco a Cualiacán, capitale dello stato nordoccidentale di Sinaloa: è stato intercettato da un gruppo di sicari mentre arrivava alla sede del giornale e ucciso a colpi di arma da fuoco in mezzo alla strada e alla luce del giorno. Nel 2011 aveva vinto il premio libertà di stampa del Committee to protect journalists. È il sesto reporter ucciso nel paese dall’inizio dell’anno.
  • Più di 500 persone sono state uccisenegli ultimi cinque mesi nella Repubblica Democratica del Congo, nella provincia del Kasai. Le forze di sicurezza hanno ucciso 390 miliziani, mentre sul terreno sono rimasti 39 soldati e 85 poliziotti. Nessun bilancio è disponibile per le vittime civili, anche se ad aprile le Nazioni Unite avevano denunciato la scoperta di varie fosse comuni. I combattimenti nella regione, che si trova nel centro del paese, sono cominciati nell’agosto del 2016 dopo l’uccisione di Kamwina Nsapu, un capo tribale ucciso per essersi ribellato alle autorità di Kinshasa.
  • In Turchia 85 funzionari dei ministeri dell’energia e dell’educazione sono stati arrestati il 16 maggio nell’ambito delle indagini sul predicatore Fethullah Gülen, accusato di essere all’origine del fallito colpo di stato della scorsa estate. L’inchiesta sui sostenitori di Gülen ha già portato all’arresto di cinquantamila persone e alla sospensione o allontanamento di altri 150mila funzionari, attivi in particolare nel mondo accademico e nelle forze di sicurezza. Il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan, che oggi incontra a Washington Donald Trump, ha chiesto l’estradizione di Gülen. Secondo l’agenzia di stampa Anadolu i sospetti erano utenti di Bylock, un’app che permette l’invio di messaggi criptati che secondo il governo è usata dai seguaci di Gülen. Il 15 maggio un tribunale aveva ufficializzato l’arresto di Oguz Guven, direttore del giornale online Cumhuriyet, accusato di propaganda terroristica.
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