Dopo l’inverno c’è la primavera. Sembra banale dirlo, ma in epoca di cambiamento climatico, più niente è banale. Però nelle favole gli inverni e le primavere si susseguono, incessanti, puntuali, si alternano nel tempo meteorologico come in quello dell’anima. Michael Rosen, autore del celebre di A caccia dell’orso, in questo albo riesce a condensare tenerezza, saggezza, amore e amicizia. Tutto in una piccola grande storia che ha come protagonista un piccolo orso filosofo, un orsetto che potremmo definire con la parola araba taleb, colui che chiede, che apprende facendo domande. Ed ecco che una volta lasciato Grande Orso, che sta preparando la grotta per il letargo, Piccolo Orso vaga per il bosco, alla ricerca di risposte. Vuole sapere cosa succederà quando il grande freddo lo costringerà a dormire. Sognerà? E se finisse tutti i sogni? Incontra uno scoiattolo, un coniglio e un lupo. Ognuno di questi compari gli donerà un sogno, ma anche una via per tirarsi fuori dai guai. I sogni degli altri diventano i suoi, lo aiutano a crescere, a capire il suo ruolo nel mondo, la sua relazione con la natura. L’albo, illustrato magistralmente da Daniel Egnéus con disegni rotondi ed evocativi, insegna a non perdersi in questa vita. E ad avere speranza nella primavera. ◆

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Questo articolo è uscito sul numero 1555 di Internazionale, a pagina 86. Compra questo numero | Abbonati