Jeff Jarvis
Manuale di economia per i giornali
- 2 maggio 2011
- 11.40
Jeff Jarvis, Buzz Machine, Stati Uniti
Il mondo dell’informazione sta cambiando radicalmente, ma molti ancora non se ne rendono conto. Jeff Jarvis cerca di fare il punto della situazione.
Questa è la bozza di un discorso che sto preparando sui modelli economici da seguire per il mondo dell’informazione. Sono stupito dalle ingenuità che sento sull’argomento.
MODELLI ECONOMICI
• La tradizione non è un modello economico. Il passato non serve più ad avere successo in futuro.
• “Dovrebbe” non è un modello economico. Forse pensate che le persone dovrebbero pagarvi per il vostro lavoro, ma lo faranno solo se ne apprezzano il valore.
• “Voglio” non è un modello economico. Quando uno studente mi dice cosa vuole fare gli rispondo che a nessuno, tranne forse a sua madre, frega un tubo di cosa vuole.
• La virtù non è un modello economico. Solo perché fate del bene non vuol dire che meritate di essere pagati.
• I modelli economici non si fanno con le emozioni. I soldi non hanno anima.
• L’elemosina non è un modello economico. È da pigri pensare che gli aiuti possano risolvere i problemi dei giornali.
• Quanto spendi è irrilevante. Al mercato non interessa se le notizie costano care.
• Quello che conta è il valore. Qual è il valore del vostro lavoro?
• Il valore è determinato dalla necessità. Quale problema risolve il vostro lavoro?
• Non vale la pena di preoccuparsi di tutti i lettori. Eliminando la pagina dei titoli di borsa, un giornale ha risparmiato un milione di dollari e ha perso solo dodici abbonamenti.
• Il disordine è la legge della giungla e di internet. Se qualcuno sa fare il vostro lavoro meglio di voi, più velocemente e spendendo meno, lo farà.
• Disordinatevi. Trovate il vostro tallone d’Achille prima che lo facciano gli altri.
• “Il modello dei giornali si è rotto e non può essere riparato”, dice John Paton, uno dei più grandi editori statunitensi.
LA REALTÀ
• Le vendite continueranno a diminuire. Non c’è dubbio.
• Tagliare le spese farà diminuire la qualità, che farà diminuire le vendite. È un circolo vizioso inarrestabile.
• Il mondo degli annunci (immobiliari, auto, lavoro) sarà sempre più autonomo. Non ci saranno più intermediari.
• Quando i costi sono tagliati fino all’osso, aumentano di nuovo. Tagliare e basta non è una strategia economica.
IL DIGITALE
• La nuova sfida sono le vendite a livello locale. Google e Facebook guadagneranno soldi grazie alle aziende che hanno aderito a Places e Deals, sfruttando le vendite a distanza. Groupon si unirà alla sfida.
• Ci saranno sempre nuovi concorrenti. Per i contenuti, per l’attenzione, per chi fa pubblicità e per chi la vende.
• Non controlliamo più il mercato, ma facciamo parte di un ecosistema. Cercate il gioco di squadra.
• L’abbondanza farà scendere i prezzi del digitale più che della carta stampata. Questa è la lezione che Google cerca di insegnare ai mezzi d’informazione.
OPPORTUNITÀ
• La partecipazione è un potenziale enorme. Dobbiamo ripensare il rapporto con i lettori, diventando una piattaforma per la nostra comunità.
• I giornalisti devono aggiungere valore. Non limitatevi a raccontare ai lettori quello che già sanno, ma informate, curate, spiegate e organizzate.
• I network sono un’opportunità di crescita. Più grande è l’ecosistema, più ci sono contenuti a cui collegarsi.
• Collaborare significa essere efficienti. Lavorare insieme agli altri membri dell’ecosistema aumenta il valore del giornale.
• Ci sono altri canali di reddito che vale la pena di approfondire. Eventi, mondo immobiliare e merchandising.
• Dobbiamo ancora esplorare nuove definizioni di informazione.
Jeff Jarvis è un giornalista statunitense. Insegna giornalismo alla City University di New York. È l’autore di What would Google do? Questo articolo è uscito sul suo blog con il titolo Hard economic lessons for news.
Traduzione di Stefano Costa.
Internazionale, numero 895, 29 aprile 2011