Dieci link
Da non perdere
- 25 febbraio 2012
- 08.00
- Marie Colvin al Cairo. La giornalista del Sunday Times, uccisa il 22 febbraio in Siria insieme al fotografo Rémi Ochlik, era stata ferita a un occhio in Sri Lanka nel 2001. (I. Prickett, Sunday Times/Ap/Lapresse).
“Chi pensa bene scrive bene”. L’editoriale di Giovanni De Mauro. - Libia: una guerra partigiana. Il 17 febbraio di un anno fa cominciavano a Bengasi le proteste contro il regime di Muammar Gheddafi. Sei giorni dopo il fotografo Luca Sola ha varcato la frontiera libica passando dall’Egitto. Il suo reportage fotografico.
- Le prossime superpotenze. Cinque economie emergenti che secondo l’Atlantic potrebbero presto superare gli attuali padroni del mondo. Più una.
- Lavorano tutto il giorno nelle piantagioni e cinque volte all’anno si esibiscono in un rodeo a sfondo religioso. Sono i detenuti di Angola, il più grande penitenziario di massima sicurezza degli Stati Uniti. Il reportage di Colorlines.
- “Mario Monti è una benedizione. Per l’Italia e per l’Europa. Perché il premier italiano dà l’esempio e, in questo modo, ci dà speranza. Ora ha deciso di far pagare l’imposta sugli immobili alla chiesa. Un fatto simbolico? Mica tanto”. L’editoriale del quotidiano belga Le Soir.
- I libri digitali finora non hanno saputo aggiungere molto alla narrativa. Ma secondo Salon un saggio in versione ebook può fare meraviglie.
- Se stare senza cellulare vi fa venire un’ansia profonda, se per precauzione avete sempre a portata di mano un telefono di scorta, oppure se a volte portate il telefono a letto con voi è possibile che soffriate di nomophobia: no mobile phobia, la paura di stare senza telefono. Il test del Los Angeles Times.
- C’è del veleno nel tuo rossetto. E anche nello shampoo e nel deodorante. L’inchiesta di Co.Exist.
- Come migliorare una relazione che funziona. Elizabeth Weil non è una sessuologa né una piscologa, ma ha parlato a lungo con degli specialisti di terapia di coppia: qualunque matrimonio può migliorare, anche se già funziona.
- La top ten delle dichiarazioni più assurde di Carla Bruni selezionate dall’edizione francese di Slate.