È scrittrice e traduttrice. Si occupa di orti e giardini e ha un blog: ortidipace.org. Il suo ultimo libro è Contro il giardino (Ponte alle grazie 2007).
L’ortaggio invernale per eccellenza è la barbabietola, la sorella deforme della bietola.
Nei paesi anglosassoni una buona pacciamatura è la regola aurea del buon giardiniere.
Cosa possiamo coltivare sul terrazzo?
Gli amatori seminano soprattutto ad aprile, quando già pregustano pomodori, cetrioli e zucchine.
Se ci prendiamo la briga di tenere l’orto sul balcone, dovremmo anche scegliere varietà di ortaggi diverse da quelle che troviamo dal verduraio sotto casa.
Un vero giardiniere coltiva il terreno. Chi ha soltanto il balcone può fare ancora di più: crearlo.
Dal carcere di Bollate, dove Susanna Magistretti ha realizzato un vivaio di piante perenni e un giardino didattico per favorire il reinserimento dei carcerati, arriva una proposta interessante: si chiama Orto in piedi.
La salvia, cespuglietto suffruticoso della famiglia delle labiate, fa bene alla salute, non a caso deriva il nome dal latino salvus.
Che contributo potrà dare il balcone alla nostra cucina? Non certo l’autosufficienza orticola. Potremo però coltivarci quel minimo che fa la differenza.
Come fanno i brasiliani ad avere un’economia in crescita, il debito sotto controllo e la disoccupazione in calo?