Ethical living
Un pollaio in giardino
- 21 febbraio 2012
- 15.55
Negli Stati Uniti e in Canada l’agricoltura urbana è vista come un modo “verde” di produrre alimenti in città, risparmiare soldi ed energia, e ridurre le emissioni di gas serra. La nuova frontiera di questa tendenza è l’allevamento dei polli. Perché limitarsi a pomodori e insalate, quando si può avere un uovo fresco ogni giorno, si chiede il New York Times.
In realtà le galline sono un tema controverso. Se va bene, sono viste come animali rumorosi e puzzolenti, e un richiamo per i predatori. Se va male, sono considerate una possibile fonte di infezioni e una minaccia per la salute. Per questo alcune amministrazioni pubbliche hanno adottato politiche piuttosto restrittive. Per esempio, la città di Nashville ha deciso di permettere al massimo il mantenimento di sei uccelli, a seconda della dimensione del cortile o del giardino, dietro il pagamento di una licenza annuale di 25 dollari.
A Grand Rapids, nel Michigan, è stata recentemente bocciata la proposta di autorizzare i volatili, e così è stato fatto a Toronto. Altre città, come San Francisco e Seattle, hanno invece da tempo una politica favorevole ai piccoli pollai. Nel 2010 Seattle ha portato da tre a otto il numero di galline concesse. A Portland, in Oregon, è possibile tenere fino a tre galline senza permesso. In ogni caso, conclude il quotidiano, non bisogna dimenticare che mantenere il pollaio pulito e gli animali in salute richiede molto lavoro. Certo, le soddisfazioni non mancano, come il fatto di essere riconosciuti dalle galline e di avere le uova fresche.
Internazionale, numero 936, 17 febbraio 2012