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Marina Forti

È una giornalista italiana.


  • 07 Mag 2016 11.19

Bagnoli è stanca delle promesse non mantenute

Dove c’era l’acciaieria è rimasto il vuoto. Duecento ettari di terreno in abbandono o quasi, affacciati sul golfo, tra la falesia di Posillipo e il rione di Bagnoli, alle spalle l’abitato di Campi Flegrei e di fronte la spiaggia di Coroglio con l’isoletta di Nisida. Dalla chiusura dell’ultimo altoforno, nel 1991, attorno a questo spazio ruotano progetti di riassetto urbano e si scontrano visioni del futuro di Napoli. Leggi

  • 18 Apr 2016 13.48

Il referendum sulle trivelle

Dopo il referendum sulle trivelle resta la domanda sulla politica energetica

Raggiungere il quorum, in queste condizioni, sarebbe stato un miracolo. Dunque il referendum è sconfitto: ma con onore. Perché un terzo degli elettori ha risposto, nonostante tutto, ha voluto pronunciarsi sul futuro della politica energetica del paese. Ha mandato un segnale. Un governo serio dovrebbe tenerne conto. Leggi

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  • 12 Apr 2016 12.30

Il referendum sulle trivelle

Sei risposte ai dubbi sulle trivelle

Il referendum del 17 aprile riguarda l’estrazione di idrocarburi offshore entro le 12 miglia nautiche dalla costa. Dunque riguarda il futuro di 88 piattaforme oggi esistenti entro le 12 miglia. Sono in buona parte nell’Adriatico, un po’ nello Ionio e nel mare di Sicilia. Domande e risposte sulle ragioni del sì e del no. Leggi

  • 06 Apr 2016 10.56

L’inchiesta che ha fatto dimettere la ministra Federica Guidi

“Se è un reato sbloccare opere pubbliche, sono quello che lo sta commettendo”, ha dichiarato il presidente del consiglio Matteo Renzi: si riferiva all’indagine della procura di Potenza che coinvolge dirigenti di compagnie petrolifere, amministratori locali e imprenditori. Ecco tutti i filoni dell’indagine. Leggi

  • 02 Apr 2016 10.45

Il referendum sulle trivelle

La battaglia di Taranto contro le trivelle per lasciarsi l’Ilva alle spalle

A Taranto il fronte per il sì al referendum contro le trivelle è esteso: per gli abitanti della città, che devono affrontare ancora il futuro incerto dell’Ilva, il referendum è simbolico e rappresenta un modo per discutere delle politiche ambientali in uno dei poli industriali più importanti e inquinati del paese. Leggi

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  • 23 Mar 2016 18.08

Il referendum sulle trivelle

Il referendum sulle trivelle spiegato da chi l’ha scritto

L’intenzione dei promotori del referendum del prossimo 17 aprile è chiara: fermare le trivellazioni e l’estrazione di petrolio e gas nei mari italiani, almeno entro il limite di 12 miglia nautiche che definisce le acque territoriali. Ma le questioni di fondo sono la politica energetica e industriale del paese e gli impegni assunti dall’Italia. Leggi

  • 18 Mar 2016 18.13

Il referendum sulle trivelle

Viaggio nell’Abruzzo che si oppone alle trivelle

Le piattaforme si vedono benissimo dalla litoranea tra Ortona e Vasto, in Abruzzo. Quella chiamata Ombrina mare, sei chilometri dalla costa, e più giù quelle di Santo Stefano, che estraggono gas: e non si può proprio dire che si fondano in quel paesaggio di colline a picco sul mare, spiagge protette dalle falesie, scogliere da cui si protendono i trabocchi – costruzioni di legno piantate in acqua, collegate a terra con pontili. Leggi

  • 07 Mar 2016 17.29

Il caso del miliardario condannato a morte in Iran

Le sanzioni internazionali possono creare enormi fortune: lo dimostra Babak Zanjani, 43 anni, uomo d’affari iraniano che ama paragonarsi a Bill Gates ma ricorda piuttosto certi oligarchi dell’ex Unione Sovietica. Accusato di un gigantesco storno di fondi pubblici, il 6 marzo è stato condannato a morte. Leggi

  • 01 Mar 2016 12.50

L’Iran si prepara ad aprirsi al mondo

Una sonora sconfitta per l’establishment ultraconservatore, e un sostegno al presidente Hassan Rohani e alla sua politica del dialogo. Sembra questo il messaggio uscito dalle urne in Iran, dove il 26 febbraio gli elettori hanno votato per rinnovare il parlamento nazionale e l’assemblea degli esperti, l’organismo che ha il compito di eleggere un nuovo leader supremo. Leggi

  • 19 Feb 2016 11.25

A Napoli si beve l’acqua pubblica e la bolletta costa meno

Distribuire acqua potabile a una grande città è un affare complesso, che ha bisogno di un’infrastruttura pesante, fatta di acquedotti, vasche di carico, serbatoi interconnessi e una rete di distribuzione capillare. Questo è vero più o meno in ogni grande città. Ma se Napoli è un caso unico in Italia è perché qui l’acqua è pubblica. Leggi

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  • 08 Feb 2016 17.54

Gli affari miliardari tra Egitto e Italia che fanno dimenticare i diritti umani

Dall’Eni a Banca Intesa San Paolo, dal petrolio alle infrastrutture, l’Egitto fa gola alle aziende italiane. Adesso la sorte di Giulio Regeni, torturato e ucciso al Cairo, scuoterà le solidissime relazioni tra i due paesi? Leggi

  • 27 Gen 2016 13.13

Perché l’Europa srotola i tappeti rossi al presidente iraniano Rohani

Il primo viaggio in Europa del presidente iraniano Hassan Rohani dopo l’accordo sul nucleare segna il ritorno dell’Iran nell’economia globale. Eppure a Teheran è in corso uno scontro politico interno tra il governo che tenta di imporre riforme e la parte più conservatrice del sistema. Leggi

  • 23 Gen 2016 11.05

Le operaie dello Sri Lanka pagano il prezzo più alto per vestire il mondo

Gli abiti che indossate probabilmente sono stati cuciti in un posto molto simile a Katunayake, alle porte di Colombo, nello Sri Lanka. È un villaggio di modeste case a un piano, galline che chiocciano nei cortili tra banani e alberi di mango. Siamo accanto a una “zona speciale per l’esportazione”, agglomerato di un’ottantina di stabilimenti in cui lavorano quasi 40mila persone. Leggi

  • 18 Dic 2015 15.08

L’arte contemporanea torna in scena a Teheran

È una collezione famosa, quasi favoleggiata. Fu messa insieme negli anni settanta quando sull’Iran imperversava lo scià, il petrolio riempiva le casse dello stato e la sovrana Farah Diba, appassionata d’arte, poteva permettersi una generosa politica di acquisizioni. Insomma: una collezione di valore artistico inestimabile Leggi

  • 12 Dic 2015 11.24

L’Iran è una miniera d’oro per le aziende italiane

Per gli imprenditori italiani investire a Teheran è una scommessa ragionevole: il 14 gennaio cominceranno a essere ritirate le sanzioni economiche in vigore dal 2010, come conseguenza dell’accordo sul nucleare iraniano. Il mercato iraniano è in espansione e l’Iran è una base per raggiungere un mercato di tre o quattrocento milioni di consumatori in Medio Oriente e in Asia. Leggi

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  • 28 Nov 2015 13.09

Una metropoli sullo stretto

Il ponte sullo stretto è un’illusione, ma sulla punta della Calabria, a Villa San Giovanni, ha lasciato un segno concreto. È un tunnel ferroviario lungo poco più di un chilometro attraverso il quartiere Cannitello, all’ingresso della cittadina calabrese. Un piccolo mostro nero, perché la galleria artificiale di cemento armato è “nuda”, appena coperta di catrame. Leggi

  • 07 Nov 2015 18.00

Un caso nazionale di inquinamento e silenzi colpevoli a Vado Ligure

L’impianto a carbone di Vado Ligure (Savona) oggi è sotto sequestro giudiziario, ma per ottenere questo risultato la lotta è stata lunga: ha coinvolto una rete di cittadini, medici, alcuni magistrati, e naturalmente amministratori locali e dirigenti d’azienda. Leggi

  • 10 Ott 2015 10.43

All’Ikea anche gli operai hanno le istruzioni

Il deposito centrale Piacenza 2 dell’Ikea è il posto giusto per rendersi conto di cosa significa la “logistica” delle merci in Italia: per innovazione tecnologica, per volume di traffico, per la ragnatela mondiale che implica, e anche per la stratificazione del lavoro (e dei conflitti sindacali) che mette in moto.  Leggi

  • 14 Set 2015 12.30

I disastri delle aziende petrolifere nel delta del Niger

Il 9 luglio scorso una squadra di tecnici si è addentrata in una zona acquitrinosa del delta del fiume Niger, nella Nigeria meridionale, per riparare un oleodotto danneggiato da cui usciva petrolio. Incidenti del genere sono frequenti nella regione. Ma le compagnie petrolifere sono reticenti a permettere dei controlli sulle loro infrastrutture e a rivedere le loro pratiche di sicurezza. Leggi

  • 15 Ago 2015 16.46

A Tianjin serve una Direttiva Seveso

Gestire l’informazione in caso di un grande disastro è cosa delicata e la Cina non è certo un esempio di trasparenza. Ecco perché avrebbe bisogno di norme più chiare sul trattamento e lo stoccaggio delle sostanze pericolose.  Leggi

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