Da dove vieni? Qual è il tuo piatto preferito? Qual è il momento più bello che hai vissuto in Italia? La mostra Volti nuovi, al Museo diffuso della Resistenza di Torino, raccoglie alcuni dei ritratti [...]
“Chi non sa le lingue straniere non sa niente della propria”: così Mah Aissata Fofana, traduttrice e autrice del primo Vocabolario bambara-italiano, presenta il suo lavoro. L’intervista di Laila Wadia.
Il 24 giugno sei persone sono state arrestate a Cosenza per aver assicurato un trattamento di favore ad alcuni detenuti del carcere Cosmai. Peccato, osserva Geneviève Makaping, che la notizia sia passata sotto silenzio: poteva essere un’occasione per ricordare Sergio Cosmai, il coraggioso direttore del carcere ucciso dalla ‘ndrangheta nel 1985.
Abubaker e Hassan, due giovani somali fuggiti insieme dal loro paese, sono arrivati in Italia nel 2008. Attraverso la loro storia, il regista Dagmawi Yimer denuncia le terribili condizioni di vita nei centri di accoglienza per richiedenti asilo. E dimostra che nella C.A.R.A. Italia, l’accoglienza è solo una parola vuota.
In occasione della giornata mondiale del rifugiato, il 20 giugno si sono svolte moltissime iniziative in tutto il paese per denunciare le politiche del governo italiano. Helene Paraskeva era a Roma, nel quatiere multietnico del Pigneto.
La rete ferroviaria italiana è come una lunghissima miniera di rame a cielo aperto. E i furti di “oro rosso”, anche se sono diminuiti, rimangono frequenti. A volte – ne sa qualcosa Helena Janeczek – con conseguenze enormi.
A Milano la Casa della carità, una fondazione creata nel 2002, porta avanti diversi progetti di accoglienza. Ma a volte si scontra con le minacce di sgombero. Il racconto di Gabriella Kuruvilla.
Il 14 giugno 2010 tutti i programmi di Radio Tre, da Fahrenheit alle rassegne stampa del mattino, saranno condotti da persone di origine non italiana. Igiaba Scego ha incontrato Marino Sinibaldi, il direttore dell’emittente, per parlare dell’iniziativa “Tutti stranieri”.
Il concetto d’integrazione, oggi, è usato in modo discriminatorio. Non riguarda mai i giovani teppisti o i tifosi violenti: solo gli stranieri devono integrarsi. Con questa riflessione del giornalista giordanopalestinese Ihab Hashem si chiude la serie sui media multiculturali realizzata in collaborazione con l’ong Cospe.
Il 20 maggio a Roma sono stati consegnati i MoneyGram award 2010, i premi dedicati all’imprenditoria immigrata in Italia. Che, come conferma l’edizione di quest’anno, deve molto all’intraprendenza delle donne. Il racconto di Sarah Zuhra Lukanic.
In Italia vivono più di un milione di romeni, spesso vittima di pregiudizi. Per difendersi avrebbero bisogno di un portavoce, osserva Gabriela Pentelescu, corrispondente delle radio nazionale romena. Il suo è il terzo articolo della serie sui media multiculturali realizzata in collaborazione con l’ong Cospe.
Al numero 101 di via Costalunga, a Trieste, fa capolino una mezzaluna: è il piccolo cimitero ottomano, costruito ai tempi dell’impero austroungarico. Laila Wadia l’ha visitato in compagnia dell’ingegnere Nader Akkad.
A Parma i casi di aggressione ai dipendenti stranieri nelle aziende sono sempre più frequenti. E c’è chi sottolinea la responsabilità delle legge Bossi-Fini. Con questo articolo del giornalista di origine ivoriana Vincent Depaul Kanga continua la serie realizzata in collaborazione con l’ong Cospe.
Oggi l’estensione del servizio di posta certificata a chi, straniero, risiede in Italia è impedita dalla legge, spiega Tahar Lamri. Una discriminazione che non è piaciuta a Ismail Ademi. Così ha deciso di scrivere a Brunetta.
In Italia uno dei pochi settori della stampa a non essere in crisi è quello dei media multiculturali. In collaborazione con l’ong Cospe, Internazionale pubblica quattro articoli di giornalisti di origine straniera che contribuiscono al successo di questa realtà. Il primo è firmato da Hernán Sergio Mora, direttore di Expreso Latino.
Nel 2009 i minori stranieri non accompagnati in Italia erano circa ottomila. Centinaia di loro sono destinati a sparire nel nulla. Una categoria a rischio, denuncia Helene Paraskeva, perché non tutelata dalle autorità italiane.
A ottobre, con il sostegno della Rete antirazzista di Bari, una quarantina di rifugiati somali ha occupato un albergo nel capoluogo pugliese. Da allora cercano di ricostruirsi una vita. Il racconto di Gabriella Kuruvilla.
Ottenere la cittadinanza italiana, per i figli di immigrati, è un’impresa quasi impossibile. Chi è nato qui e non ha mai lasciato il paese fino ai diciott’anni può incrociare le dita, ma non ha certezze. Come dimostra la storia raccontata da Igiaba Scego.
In Ucraina gli psicologi la chiamano “sindrome italiana”: è una forma di depressione che colpisce le donne dopo che per anni hanno lavorato come badanti nel nostro paese. A questo tema è dedicato il documentario Sidelki, di Katia Bernardi. Il commento di Laila Wadia.
Con l’entrata in vigore della legge 102/2009, centinaia di migliaia di lavoratori stranieri si sono presentati in questura per mettersi in regola. Salvo poi scoprire che si erano appena autodenunciati per violazione del decreto di espulsione. La denuncia di Randa Ghazy.
Come fanno i brasiliani ad avere un’economia in crescita, il debito sotto controllo e la disoccupazione in calo?