◆ Entro la fine del secolo la Giordania potrebbe avere gravi problemi di siccità. Il paese riceve l’acqua del fiume Yarmuk, il più importante affluente del Giordano, al confine con la Siria, e ha un accordo con Israele per lo sfruttamento del lago di Tiberiade. Tuttavia, alcune misure introdotte di recente da Siria e Israele hanno avuto conseguenze negative per la Giordania. Il paese si rifornisce anche da una falda sotterranea che condivide con l’Arabia Saudita, ma lo sfruttamento non è sostenibile. Così le risorse idriche a disposizione della popolazione giordana sono diminuite, passando dai 3.600 metri cubi all’anno pro capite del 1946 ai 135 metri cubi attuali. L’aumento della popolazione ha aggravato il problema: da quando è cominciata la guerra in Siria, nel 2011, l’arrivo dei profughi ha fatto crescere la popolazione da 8,2 a 9,5 milioni di persone.
In futuro il cambiamento climatico potrebbe far peggiorare le cose. Se non saranno ridotte le emissioni di gas serra, la Giordania potrebbe passare dall’avere scarse precipitazioni nel 23 per cento degli anni, come nel periodo tra il 1981 e il 2010, al 94 per cento degli anni tra il 2071 e il 2100. Per risolvere il problema idrico della Giordania, ma anche di altri paesi che dipendono dai loro vicini a monte, sono fondamentali gli accordi internazionali. Secondo Science Advances, un esempio da seguire è l’accordo tra Giordania, Israele e Palestina per collegare il mar Rosso al mar Morto desalinizzando l’acqua.
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Questo articolo è uscito sul numero 1221 di Internazionale, a pagina 102. Compra questo numero | Abbonati