Come si distrugge
un paese
◆ L’articolo di Edward Geelhoed sulla Grecia (Internazionale 1243) è illuminante quanto spaventoso. Nel silenzio di tutti i mezzi di comunicazione, i “bravi” europei stanno martirizzando un popolo, ben al di là delle sue responsabilità, in nome del pareggio di bilancio. Altra disumanità, questa volta interna, che si aggiunge ai vergognosi accordi con Erdoğan e gli stati africani e alle frontiere contro i migranti. Sono convinto che solo un’Europa unita possa garantire ai suoi cittadini e aspiranti tali un futuro sensato nelle derive del mondo globale, ma non a questo prezzo. Come si può salvare il sogno di una società più inclusiva e più giusta dall’avidità dei tecnocrati e dai populismi distruttivi?
Federico Saviotti
_◆ L’articolo dimostra come le colpe di pochi ricadano su molti, e come l’ingiustizia che colpisce la popolazione sia sproporzionata rispetto alle colpe della classe politica. Inoltre il salvataggio del debito delle banche, che avviene anche in Italia, è veramente amorale. Non è questa l’Europa che vogliamo.Vito Aiello_
Gestazione per altri
◆ Articoli come “Il business della gestazione” (Internazionale 1243) sono imbarazzanti. Il titolo parla chiaro, infatti la gestazione per altri è un business, fa muovere una quantità di soldi speculando su sofferenze, desideri e problemi veri. Ma il titolo lo ha fatto la redazione della rivista, non l’autore dell’articolo. Infatti l’articolo si occupa della faccenda dei soldi per indebolire in chi legge la percezione del fatto nudo e crudo: soldi in cambio di bambini, con tutto quello che ha d’inaccettabile per l’opinione pubblica. C’è anche l’agenzia che dice: noi scegliamo le donne che non lo fanno solo per soldi. Anche i cavalli corrono gratis, ho pensato io. Chi legge vorrebbe ragionare seriamente, ma che senso ha? Con articoli di questo tipo (titolo a parte), quando ci sono di mezzo i soldi e soprattutto c’è la prospettiva che i soldi possano diventare di più, si tende a sospettare che gli
articoli facciano parte del
business.
Luisa Muraro
Errata corrige
◆ Su Internazionale 1239, a pagina 36, gli accordi di Oslo si sono conclusi nel 1993 e non nel 2003; su Internazionale 1241, nell’articolo sugli stupri di guerra in Libia, la legge che tutela le vittime di stupro durante i conflitti, voluta dal ministro della giustizia Salah al Marghani, è entrata in vigore tramite decreto del governo nel febbraio del 2014, ma non è stata applicata.
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Questo articolo è uscito sul numero 1244 di Internazionale, a pagina 12. Compra questo numero | Abbonati