Nel 2018 il fotografo statunitense Gregg Segal ha viaggiato in auto attraverso il Texas, il New England (con il figlio undicenne) e la California alla ricerca di piscine naturali, specchi d’acqua dolce immersi nella natura abbastanza grandi da poterci nuotare. “Nel 2017 avevo fotografato le piscine pubbliche di alcune città, tra cui Los Angeles e Filadelfia, per sottolineare quanto questi spazi condivisi fossero importanti per far incontrare persone di ceti e culture diverse. Con la serie Wild swimming ho voluto proseguire su questa strada, ma concentrandomi sul rapporto tra l’essere umano e la natura”, spiega Segal. Alcune delle piscine naturali incluse nel suo itinerario sono note mete turistiche, altre sono state riscoperte grazie ai social network, come la Hamilton pool, in Texas, dove oggi si può andare solo prenotando. Altre sono sopravvissute alla speculazione edilizia, come quella nel parco di Blue hole, in Texas, che stava per diventare un’area residenziale. “Oggi molte persone hanno perso ogni contatto con la natura”, dice Segal. “Con questo lavoro vorrei sottolineare l’importanza dell’interazione con gli spazi naturali, sia per il corpo sia per la mente”. u
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Questo articolo è uscito sul numero 1318 di Internazionale, a pagina 96. Compra questo numero | Abbonati