◆ Gli incendi che si sono sviluppati nel sudest dell’Australia hanno distrutto dieci milioni di ettari di vegetazione e hanno causato la morte di 28 persone e, secondo le stime del professor Chris Dickman dell’università di Sydney, di più di un miliardo di animali. Quest’immagine, scattata dal satellite Landsat 8 della Nasa, mostra gli incendi sull’isola dei Canguri, nel sud dell’Australia, dove la situazione è particolarmente critica. Si vedono sia il fumo dei roghi sia le chiazze scure dove la vegetazione è bruciata. Le fiamme hanno distrutto almeno 156mila ettari di vegetazione (quasi un terzo della superficie dell’isola).

I boschi e i prati carbonizzati sono pieni di carcasse di animali. Attualmente squadre di soccorritori stanno percorrendo l’isola in cerca di animali feriti o affamati. L’obiettivo è anche salvarli dai roghi ancora in corso, in particolare i koala. La popolazione dei koala dell’isola è infatti l’unica in Australia a essere immune all’infezione della clamidia, e potrebbe essere importante per la sopravvivenza futura della specie. Si teme poi la scomparsa di uno degli animali più preziosi dell’isola, l’uccello Calyptorhynchus lathami halmaturinus, sottospecie del cacatua nero lucente estinta sulla terraferma australiana. Preoccupa anche la sorte del topo marsupiale dalla coda grassa, che era già a rischio di estinzione prima degli incendi.

L’isola dei Canguri è la terza più grande dell’Australia dopo la Tasmania e Melville, e ha 4.700 abitanti. Prima degli incendi era un’importante meta turistica, apprezzata per i paesaggi incontaminati e per la flora e la fauna. In alto a destra nell’immagine si vede una porzione di terraferma australiana, appartenente allo stato dell’Australia Meridionale, non lontano dalla città di Adelaide, da dove partono i traghetti che in meno di un’ora raggiungono l’isola.–Nasa

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Questo articolo è uscito sul numero 1342 di Internazionale, a pagina 91. Compra questo numero | Abbonati