La crisi climatica potrebbe portare a ondate di freddo estremo in alcune aree dell’emisfero settentrionale. L’effetto paradossale era stato ipotizzato in passato, ma un nuovo studio l’ha confermato. I ricercatori hanno analizzato il vortice di correnti che circonda il polo nord isolandolo e intrappolando al suo interno l’aria più fredda. Oggi, però, a causa della crisi climatica, il vortice polare si sta indebolendo: contribuiscono la perdita di ghiaccio marino e l’aumento delle nevicate nelle parti meridionali del circolo polare artico. Di conseguenza l’aria gelida dell’Artico è libera di spostarsi verso latitudini inferiori. Episodi di freddo estremo sono stati registrati tra gennaio e febbraio di quest’anno in Asia, Europa e Nordamerica. In particolare, il Texas è stato investito da un’ondata di freddo eccezionale, che è durata a lungo ed è stata accompagnata da abbondanti nevicate. Gli oleodotti si sono ghiacciati e la rete elettrica è andata in panne, con danni che hanno sfiorato i duecento miliardi di dollari. Ovviamente la crisi climatica aumenta soprattutto il rischio di ondate di caldo eccezionali in estate, che sono ancora più dannose per la popolazione. ◆

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Questo articolo è uscito sul numero 1426 di Internazionale, a pagina 99. Compra questo numero | Abbonati