Se The Metallica blacklist, l’album di cover di 53 canzoni dei Metallica, ha dato spazio a chiunque lo volesse, questo tributo al capolavoro del 1967 dei Velvet Underground è una cosa più raffinata. ha posto le basi per quasi tutta la musica alternativa underground a venire. Per questo l’etichetta Verve Records ha messo insieme un’élite innovativa: Michael Stipe offre una versione meravigliosamente fragile di Sunday morning; Matt Berninger dei National sposta il tono di I’m waiting for the man. Altri invece, come Sharon Van Etten, Angel Olsen e St. Vincent reinventano i brani del disco in un modo che sarebbe piaciuto a Andy Warhol.
Mark Beaumont, Nme

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Questo articolo è uscito sul numero 1430 di Internazionale, a pagina 90. Compra questo numero | Abbonati