Secondo l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (Fao) per nutrire in modo sostenibile una popolazione mondiale che nel 2050 sarà di quasi dieci miliardi di persone servirà una trasformazione radicale nei sistemi di produzione, vendita e consumo degli alimenti.

Con il progetto Future food, i fotografi Francesco Rucci e Francesco Marinelli mostrano che questo cambiamento è già in atto. In agricoltura si sperimenta l’uso di strumenti elettronici e informatici per prevenire malattie o parassiti, per calcolare il fabbisogno idrico di una coltura evitando sprechi o per tenere sotto controllo lo stato di salute dei terreni.

Salmone trattato con campi elettrici pulsati (pef). La pef è una tecnologia non termica, che permette di rendere l’alimento microbiologicamente sicuro, evitando la perdita delle sue qualità nutritive e del suo gusto.

Nella produzione alimentare gli studi si concentrano sulla ricerca di nuove fonti di nutrimento, come le alghe, gli insetti e le microproteine. O sulla biomimetica, la tecnologia alla base del tentativo di imitare la composizione molecolare della carne. Ma ci sono anche analisi strutturali, visive e sensoriali della superficie degli alimenti per controllare che non abbiano perso le loro proprietà e qualità. ◆

Impianto d’imbottiglimento di succhi di frutta, prima del trattamento high pressure processing (hpp). Grazie all’assenza di calore, l’hpp permette di conservare bene il prodotto senza compromettere vitamine e antiossidanti.

Francesco Rucci e Francesco Marinelli sono due fotografi italiani.

Bistecche di carne vegetale prodotte dall’azienda Novameat, a Barcellona, in Spagna. Questa carne è composta per il 65-70 per cento da acqua, il 20-30 per cento da proteine provenienti da piselli gialli e il 12-13 per cento da grassi aggiunti con oli vegetali. Il colore rosso proviene dalla barbabietola e gli aromi da fermentazioni specifiche.
Test di penetrazione su una zucchina per valutarne la texture, l’insieme delle caratteristiche percepite dal consumatore con la vista, l’udito e l’olfatto.
Uno spicchio di mela arricchito con composti funzionali tramite impregnazione sottovuoto. L’impregnazione sottovuoto è considerata una tecnologia promettente per impregnare i tessuti vegetali con diversi agenti rassodanti, antiossidanti o antimicrobici. È molto usata con i prodotti vegetali.
Delle cavallette appartenenti alla specie Locusta migratoria. Secondo i ricercatori, uno dei primi passi da compiere verso l’alimentazione del futuro è lo studio di nuove fonti di nutrimento. Alghe, insetti e microproteine possono essere allevati in contesti urbani e in comunità isolate, diminuendo così la dipendenza dalle grandi catene di approvvigionamento e i rischi meteorologici e patogeni.
Una patata trattata con campi elettrici pulsati (pef) per renderla più flessibile. La pef permette di modificare la struttura degli alimenti e ha un basso consumo energetico.
Una serra sottomarina del Nemo’s Garden, dell’Ocean Reef Group, a Noli, in provincia di Savona. Chiamata biosfera, è usata per coltivare specie vegetali. Le serre sottomarine, disposte sul fondo del mare tra i cinque e i dieci metri di profondità, proteggono le piante dagli agenti atmosferici che spesso impediscono la coltivazione sulla terraferma e offrono condizioni ambientali stabili, una temperatura quasi costante e alti livelli di umidità, favorendo la crescita delle piante.

Questo articolo è uscito sul numero 1436 di Internazionale, a pagina 70. Compra questo numero | Abbonati