Dopo un ottimo disco con le quattro sonate per piano di Carl Vine, Xiaoya Liu ci offre un modello di tecnica, sensibilità e personalità in questo album intitolato The forgotten. La fantasia K 475 di Mozart è perfetta nella sua unione di eleganza e dramma. Il giovanile rondo op. 1 di Chopin diventa molto più ricco del solito. Poi ci sono tre pezzi di ­Liszt: ho raramente sentito una Bagatelle sans tonalité così leggera e scintillante, come la Valse oubliée n. 1, e anche la lirica Romance oubliée è ben riuscita. Per concludere, ecco la solida sonata di Charles Tomlinson Griffes (1884-1920). È un mistero perché questa composizione del 1918 sia ancora trascurata, visto che ha tutte le caratteristiche per essere considerata una delle grandi sonate statunitensi insieme a quelle di Ives, Barber, Carter e Copland. Ed è interessante come il tumultuoso finale faccia venire in mente quello della settima sonata di Prokofev, composta quasi un quarto di secolo dopo. Liu dimostra sempre uno splendido controllo delle dinamiche e dell’arco narrativo. The forgotten è un disco che vale la pena di scoprire.
Jed Distler, ClassicsToday

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Questo articolo è uscito sul numero 1466 di Internazionale, a pagina 94. Compra questo numero | Abbonati