Metà degli abitanti dell’Asia meridionale usa internet, in particolare i social network e le app di messaggi. Ma la maggioranza ha poche competenze digitali e spesso è consumatrice passiva di un mondo digitale che cerca d’influenzarla, manipolarla e disinformarla, scrive East Asia Forum. Nella regione il dibattito sui “danni dell’informazione” (disinformazione, cattiva informazione e discorsi d’odio) sta crescendo e per combattere il fenomeno alcuni governi, come quelli di Singapore, Malaysia e Bangladesh, hanno introdotto delle leggi che spesso però diventano strumenti di censura contro chi critica le autorità. Il _fact checking _ indipendente e l’alfabetizzazione digitale potrebbero arginare il problema, anche se sono difficilmente applicabili su larga scala. In Asia le iniziative per l’alfabetizzazione digitale sono poche e raramente esistono al di fuori di sistemi d’istruzione istituzionali. Per questo i paesi con un sistema educativo di qualità hanno anche un tasso di libertà di stampa più alto.

Questo articolo è uscito sul numero 1468 di Internazionale, a pagina 30. Compra questo numero | Abbonati