Se un’epidemia nel Regno Unito provocasse migliaia di morti, sarebbe scontato aspettarsi una risposta immediata del governo. Tra l’aprile 2019 e il marzo 2020 più di un milione di persone sono state ricoverate in Inghilterra per disturbi legati all’obesità. Ma dato che questa crisi è cresciuta lentamente, la reazione di Londra è stata debole. Oggi il 26 per cento degli adulti e il 34 per cento degli studenti delle scuole secondarie sono obesi. Il governo sembra più interessato alla ricerca di una cura che alla prevenzione.

Il ministro della salute Steve Barclay ha annunciato finanziamenti per terapie e tecnologie “all’avanguardia”. Le aziende farmaceutiche hanno investito nel settore. Un’indagine ha rivelato che la Novo Nordisk, azienda produttrice del farmaco dimagrante Wegovy, ha speso milioni di sterline in una campagna di pubbliche relazioni per far autorizzare il suo prodotto. Qualsiasi innovazione farmaceutica è una buona notizia, ma concentrarsi solo sulle cure, che aiutano chi è già obeso, denota povertà d’immaginazione. Il governo esita ad affrontare le cause del problema, anche per paura di essere accusato d’interferire nelle scelte dei cittadini. Gran parte delle norme introdotte nel 2020 da Londra con la sua strategia contro l’obesità sono state sospese o cancellate dopo i tagli alla sanità. Ma prevenire una malattia è economicamente più vantaggioso. Le cause dell’obesità sono complesse e interconnesse, e tra queste c’è la cattiva qualità di ciò che si mangia. L’industria alimentare è intrappolata in quella che Henry Dimbleby ha definito una “spirale del cibo spazzatura”. A marzo Dimbleby si è dimesso da responsabile del governo per l’alimentazione, criticandone l’ideologia “ultraliberista”. Una soluzione potrebbe essere ispirarsi alla tassa sulle bibite e introdurre una tassa sugli snack processati, in modo da incoraggiare le aziende a produrre alimenti più sani.

L’obesità è collegata alla povertà. Garantire sussidi per i cibi freschi rappresenterebbe un passo avanti. Ma la povertà è anche un problema di tempo: paghe basse e non garantite, orari di lavoro lunghi e stress sono tutti elementi che spingono le persone a comprare pasti pronti. Uno studio sull’obesità negli Stati Uniti indica che le famiglie a basso reddito vivono spesso in zone dove è necessario percorrere una lunga distanza per trovare cibi freschi. Fino a quando esisteranno problemi simili, sarà impossibile prevenire l’obesità, ma solo curarla. ◆ as

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Questo articolo è uscito sul numero 1506 di Internazionale, a pagina 17. Compra questo numero | Abbonati