Della musica degli Ahl Nana si erano perse le tracce, anche se aveva avuto un ruolo fondamentale per la nascita di quello che oggi conosciamo come desert blues. Erano una famiglia, si esibivano come L’Orchestre National Mauritanien e negli anni settanta formavano uno dei gruppi più conosciuti di tutta l’Africa nordoccidentale. All’epoca però in Mauritania non c’era l’abitudine di registrare dischi: la musica si diffondeva soprattutto con le esibizioni dal vivo o alla radio. Nel 1971 gli Ahl Nana furono invitati a Fez, in Marocco, a esibirsi per re Hassan II. Il proprietario dell’allora celebre etichetta Boussiphone li sentì e li invitò a nel suo studio di Casablanca. Lì la band registrò una ventina di pezzi, che documentano un momento importante nella storia della musica del Sahara. Gli Ali Nana davano un’interpretazione cosmopolita della tradizione mauritana. Durante gli anni sessanta la famiglia si era procurata una chitarra elettrica, un violino, una fisarmonica e altri strumenti occidentali, e con questi aveva creato il suo sound. Le registrazioni di Casablanca però non furono mai pubblicate. Fino a oggi, quando Mechiel Vanbelle, proprietario dell’etichetta belga Radio Martiko, le ha scoperte a casa di Ali Boussef, che gestiva il negozio della Boussiphone. “Tutti pensano che l’inventore del desert blues sia Ali Farka Touré”, dice Vanbelle, “ma ora abbiamo una nuova fonte. Chissà, forse tra qualche anno scopriremo qualcun altro”.
Matthew Blackwell, Bandcamp

Radio Martiko

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Questo articolo è uscito sul numero 1507 di Internazionale, a pagina 84. Compra questo numero | Abbonati