Per far ripartire l’economia dopo la fine della guerra, l’Ucraina avrà bisogno dei milioni di profughi che nell’ultimo anno e mezzo hanno abbandonato il paese, scrive Bloomberg. Il fatto che agli uomini tra i diciotto e i sessant’anni sia vietato andare all’estero spiega perché il 68 per cento dei profughi ucraini – in totale sei milioni di persone – è formato da donne e perché la ripresa del paese sarebbe molto più difficile senza il loro ritorno. Secondo alcune stime costerebbe all’Ucraina il 10 per cento del pil di prima della guerra. Nel peggiore dei casi si tratta di ricchezza per venti miliardi di dollari in un anno, una cifra superiore al pacchetto di aiuti previsto dall’Unione europea, che stanzierà 12,5 miliardi di euro all’anno. Il governo di Kiev sta pensando a una serie d’incentivi per far tornare le donne, tra cui delle nuove misure che riducano il divario salariale con gli uomini e aiuti a fondo perduto per chi ha il marito al fronte e vuole avviare un’attività economica. L’obiettivo non sarà facile da raggiungere: da un sondaggio condotto a luglio su settemila profughi ucraini in Germania è emerso che il 44 per cento vuole restare nel paese per qualche anno e cercarsi
un lavoro.

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Questo articolo è uscito sul numero 1526 di Internazionale, a pagina 92. Compra questo numero | Abbonati