La Naxos ha colmato grandi lacune nel catalogo discografico di Mario Castelnuovo-Tedesco (1895-1968): una è questa integrale dei suoi tre quartetti per archi, con i primi due che ricevono le loro prime registrazioni. Perché il quartetto n. 1 in sol maggiore op. 58 del 1929, così solare e melodioso, è stato trascurato per quasi un secolo? Il movimento centrale Strimpellata è interessante per il modo in cui i temi disarmanti s’inoltrano in un territorio oscuro e armonicamente instabile. Castelnuovo-Tedesco considerava il quartetto n. 2 del 1948 tra le sue composizioni migliori, e aveva ragione. Quanto al n. 3, del 1964, non c’è bisogno di conoscerne il sottotesto autobiografico per apprezzarne la varietà di umore. In ogni momento il Quartetto Adorno si dimostra assertivo ed energico. L’ensemble flessibile di questi musicisti, l’intonazione impeccabile e gli istinti stilistici creano un’esecuzione che diventa un punto di riferimento per i primi due quartetti. Le eccellenti note di Frank K. DeWald nel libretto aggiungono valore a questa importante uscita, per non parlare della registrazione, di livello assoluto. È un disco altamente raccomandato.
Jed Distler, ClassicsToday
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Questo articolo è uscito sul numero 1584 di Internazionale, a pagina 96. Compra questo numero | Abbonati