Una lieve vertigine è un romanzo di 27 anni fa molto radicato nella Tokyo borghese ma riesce a sembrare attuale e universale proprio per come descrive la seduzione quotidiana e la conseguente disperazione di una vita che oscilla tra consumismo e lavori domestici. Il romanzo non trae la sua forza dall’argomento in sé, ma dalla sorprendente capacità di Kanai di scrivere una quieta storia di orrore domestico. Una lieve vertigine si apre con la protagonista, una mamma casalinga di nome Natsumi, ossessionata da come organizzare l’appartamento che lei e suo marito hanno appena comprato. Kanai descrive ogni decisione di Natsumi usando un profluvio di frasi, inframmezzate da virgole con pochissimi punti. L’effetto è spesso ipnotico ma a differenza di molti romanzi che usano il flusso di coscienza, questo non vuole spingere i lettori in profondità nella testa della protagonista. Piuttosto, Kanai svela quanto sia opprimente affrontare la vita domestica come fa Natsumi che finisce annientata dalla sua routine.
Lily Meyer, The Atlantic

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Questo articolo è uscito sul numero 1593 di Internazionale, a pagina 91. Compra questo numero | Abbonati