Intorno al nuovo film di Michał Kwieciński c’erano aspettative molto alte. Intanto perché prolunga la collaborazione tra il regista veterano e la star del momento, Eryk Kulm, dopo il pluripremiato Filip (2022). E poi per il budget, intorno ai 15 milioni di euro, molto alto per gli standard del cinema polacco. Tuttavia, le prime recensioni sono state abbastanza negative per un motivo che invece potrebbe essere il punto di forza del film, cioè che non si tratta di una biografia tradizionale ma di un ritratto dettagliato del grande compositore che è sempre inesorabilmente al centro della scena. E poi la trama ruota intorno alla malattia che l’ha colpito e alla sua reazione. Una visione impressionistica degli ultimi anni di vita di Chopin sullo sfondo di un’affascinante e originale rappresentazione del passato come caotico, sporco e pieno di frenetica energia.
Anna Gutowska, Krytyka Polityczna
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Questo articolo è uscito sul numero 1654 di Internazionale, a pagina 74. Compra questo numero | Abbonati