Parigi, 1932. Bohuslav Martinů, che vive nella città francese da nove anni, riceve la commissione di un concerto per Samuel Dushkin, violinista per cui è già stato scritto quello di Igor Stravinskij. Dopo un po’ il compositore ceco, stanco per le incertezze del solista, consegna il lavoro al suo editore, che non lo pubblica. Riceverà la prima esecuzione da Josef Suk a Chicago nel 1973. Il violinista Josef Špaček e il direttore dell’orchestra sinfonica della radio di Praga Petr Popelka lo liberano dei modelli stravinskiani e francesi per sottolinearne il tono intensamente ceco con un’esplosione di colori. Nel secondo concerto (1943), più noto, gli interpreti fanno valere le stesse qualità entusiasmanti. Scritto negli Stati Uniti e tagliato su misura per lo stile espansivo di Mischa Elman, qui il lavoro di Martinů canta come gli è successo di rado. L’album è saggiamente completato dal Divertimento per violino e piano di Stravinskij: Špaček e Miroslav Sekera ne conservano la leggibilità e l’intensità ma ne ritrovano le radici idiomatiche.
Thomas Deschamps, Diapason
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Questo articolo è uscito sul numero 1654 di Internazionale, a pagina 80. Compra questo numero | Abbonati