La mattina scrivo si discosta dai precedenti lavori di Valérie Donzelli, ma è anche uno dei suoi film migliori. Tratto dal libro autobiografico di Franck Courtès, racconta la storia di Paul, affermato fotografo che diventa uno scrittore squattrinato. Paul accetta la condizione di lavoratore saltuario e porta avanti la scrittura del suo nuovo libro in uno stato di privazione economica, sociale e materiale. S’iscrive a un’app che aiuta a trovare piccoli lavori con un meccanismo di asta al ribasso. Meno ti fai pagare, più ti chiamano, quasi sempre per lavori infami. Senza spettacolarizzazioni o sensazionalismi Donzelli filma la vita quotidiana di Paul, che sviluppa un attaccamento quasi viscerale alla sua integrità e alla sua libertà. Abituata a dedicarsi anima e corpo ai suoi film, la regista s’identifica con questo anticonformista che sceglie di realizzarsi nella miseria, e firma un film modesto nella forma ma ambizioso e attuale per il discorso politico e artistico che porta avanti.
Bruno Deruisseau, Les Inrockuptibles
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Questo articolo è uscito sul numero 1655 di Internazionale, a pagina 90. Compra questo numero | Abbonati